Il Salotto di Malcom: IRA GREEN

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Bene signori. Levo via le tende ricamate e i souvenir delle gite, levo via i quadri di paesaggi romantici e i fiori di plastica perchè sono un viziato. Levo via anche eventuali riferimenti nostrani alla politica e ai benpensanti…tutto questo perchè oggi in questo salotto, giunto in ritardo (e ce ne scusiamo…ma il terremoto per fortuna nostra è solo motivo di ritardo…spavento e ritardi…ringraziando il cielo…) arriva IRA GREEN: benvenuta ad una FEMMINA che non la manda a dire, benvenuta ad una donna dal sangue rock che ha più chiodi lei nello stomaco che un ferramenta sugli scaffali. Benvenuta ad una ragazza che nel vero penso nasconda una sensibilità aguzza come aculei e spine velenose. Sinceramente non seguo la tv, però mi dicono però che lei dal format The Voice of Italy di qualche tempo fa ha fatto furore e successo. A me non importa…ho messo su questo esordio dal titolo “RE(be)LIGION” prodotto dalla 69RECORDS e promosso da SONYCA ho girato lo sguardo al cielo ringraziando di aver avuto prova che il rock, quello vero, non è morto dietro la plastica delle televisioni. Sinceramente IRA GREEN, con un bellissimo inglese e una voce che non ha paragoni ad oggi sulla scena italiana, sforna un rock pettinatissimo…va detto…un disco glitterato da main stream, rock e metal si ma comunque ben prodotto, che delle volte mi sembra un bel disco dei Nickelback da grandi radio…lontanissimi dai Led o dai Black o da chi converte la corrente…ma non esageriamo con le pretese. Va benissimo così. Tanto di cappello a questo disco che sinceramente darà fastidio ai vicini…ma un sonoro sticazzi tra una punta di cassa e l’altra direi che ci sta tutto! Benvenuta IRA…

A bruciapelo: secondo te oggi tornare alle origini è il vero segno di personalità e originalità?
Dipende cosa si intende per origini. Non posso credere di conoscere l’origine di qualcosa solo perché lo vedo scritto nei libri di storia…
La personalità è fuori da ogni origine, proprio perché ha un inizio indefinito e non ha una fine. Si cresce sempre e si cambia sempre. L’originalità penso sia soggettivamente innata, in breve è un bel casino.

Il tuo disco è assai classico in grande sostanza ed ha un dialogo assai attuale in molte rifiniture. Si può coniugare quindi il passato con il presente? Ne uscirà il futuro
Personalmente non sento molto “classico” quest’album. Penso abbia una sua forma, posta in modo da incuriosire e stimolare un orecchio anche poco attento. Dal presente e dal passato possiamo solo apprendere, il futuro lo si costruisce, provare varie misture per provare a pilotarlo è inutile.

Che poi tutto questo “metallo” pesante, sinceramente che sta a significare per te?
Potrei dirti che anche l’incudine è metallo pesante. Se parli di musica è solo una parte della mia vita che ha lievemente contaminato il mio modo di scrivere un pezzo. Rappresenta, e quindi significa per me, la mia parte persa nell’irrequietezza della mia adolescenza.

Lavati di dosso i media, i magazine, le interviste e tutte le migliaia di fan che ti seguono: resta del senso da dare alla musica secondo te?
Se levi i fan la musica la puoi fare anche in camera tua con tutta calma e tranquillità. I fan sono il fulcro dell’artista. Sono loro che ti rendono qualcosa di diverso da un momento all’altro. Se si crea qualcosa da non far vedere a nessuno è come se fosse una creazione mai avvenuta, nulla. Che senso ha? Nessuno. Ecco perché il senso alle cose lo danno le persone. Anche alla musica.

Non mi interessa sapere se ci guadagni però dicci la verità: si può fare questo mestiere in ITALIA oggi?
Non per il mio genere di musica. L’Italia è troppo ferma mentalmente per accogliere proposte musicali che non siano musica leggera e cose del genere. Ma ci possono sempre essere cambiamenti, magari il tempo ci dirà qualcosa.

Chiudiamo con del sano gossip, chiudiamo urlando la propria “RE(be)LIGION”: questo disco ti somiglia per davvero?
È tutto quello che sono e sono stata. Ho messo a nudo ciò che è la mia persona e ciò che contengono la mia testa, il mio cuore e la mia anima. Ho dato la mia vita per la musica e continuerò a farlo. Mi ha salvata e mi ha resa la persona che sono oggi. Avere paura è normale, ma è qualcosa che si può superare per raggiungere il proprio sogno. Sono qui per dare qualcosa di reale e non mi fermerò davanti a nulla.

“RE(be)LIGION” – la mia religione in fondo non appartiene a questo cliché italico. E in rete IRA ha sfornato un video da oltre 200 MILA visualizzazioni…alla faccia dell’esordio…il rock è tutt’altro che morto. Lo dico io, lo dice lei…lo diciamo noi tutti in coro. E ora, che ci crediate o no, mi sparo un bel vinile dei BLONDIE giusto per tornare alle origini rurali del grande rock. Intanto voi alzate il volume sul singolo di IRA GREEN.




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