Il Salotto di Malcom: i NUJU

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Balcanizziamoci un poco va… è tempo di saltare con tamburelli e andamenti della tradizione. Ma non è ancora il tempo di lasciare che questo sia solo un divertimento a portata di alcool. Qui ci troviamo di fronte a della canzone impegnata, forse più dal punto di vista sociale che romantico. Ed eccoli, i NUJU, calabresi del nord, accomodarsi in questo salotto per parlarci di questo nuovo disco dal titolo “Storie vere di una nave fantasma”. Ed io verso del rum e resto felicemente connesso con una storia di pirati e di approdi, dove i fantasmi sono forse le figure nuove di questa attualità. Ma forse sono anche i disperati di queste coste italiane. Un suono che non promette rivoluzione, una scrittura che ritroviamo spesso l’estate, un disco che dietro la luce del sole che non acceca ma riscalda (e tanto anche) c’è della riflessione e del peso poetico che ahimè rischia di restare da un lato della staccionata dove non passa il tagliaerba da troppo tempo. Verso ancora del rum e so di fare cosa buona. Punto e a capo.

Musica dai Balcani o per i Balcani? Musica per l’Italia o da far conoscere all’Italia?
Nessuna delle due e un po’ tutte e due in realtà  Nel senso che i Balcani sono una delle influenze all’interno delle nostre canzoni. Noi ci ispiriamo a tutte le musiche del mondo, quindi anche ciò che arriva dai Balcani ci influenza, insieme a tante altre musiche. Sicuramente il nostro progetto non è dedicato solo all’Italia, infatti di sovente ci rechiamo anche all’estero durante i nostri tour, per questo la nostre canzoni sono per tutti. Anche perché oggi nella nostra società non esistono più delle grandi distinzioni, secondo noi, siamo italiani, ma anche slavi, come magrebini o tedeschi, senza mai perdere le radici che ci tengono ben saldi a terra.

Che poi in un certo senso ormai si è sdoganato anche questo modo di fare canzone d’autore, non trovate?
Non sappiamo se effettivamente è così come dici tu… La canzone d’autore oggi è sicuramente meno etichettabile e riconoscibile, passa attraverso Caparezza come in Le Luci della Centrale Elettrica o nei Baustelle, non per forza nei cantautori così come eravamo abituati ad immaginarli fino a dieci o quindici anni addietro.
Il discorso forse è che oggi dei messaggi contenuti nelle canzoni non interessa più tanto ai ragazzi, che preferiscono canzoni meno profonde o più vicine al loro modo di pensare. La canzone d’autore è stata sempre associata alla protesta, alla voglia di ribellarsi dei giovani, ma oggi non è più così, perché i brani con dei contenuti e dei messaggi li ascoltano gli adulti. Almeno è quello che ci sembra di percepire frequentando, grazie al nostro lavoro nelle scuole, gli adolescenti e i ventenni di oggi.

Diavolo e Angioletto. Il bene e il male o in altre parole, istinto e coscienza. I Nuju per cosa votano?
Non possiamo parteggiare per l’uno o l’altro in una domanda come questa, è come dire se vuoi più bene a papà o mamma… gli Squallor rispondevano: a Pippo Baudo!!!!!
I Nuju vivono di ossimori, siamo comici e drammatici, siamo pirati e pagliacci e raccontiamo storie vere di una nave fantasma. Pertanto siamo istintivi e vogliamo smuovere le coscienze facendo pensare. Invece tra bene e male nel nostro brano “Denaro” è ben evidente che parteggiamo per il bene, perché il male per noi sono la prepotenza, il sopruso, il sotterfugio quotidiano che odiamo e cerchiamo di combattere con le armi della musica.

Bella metafora quella della nave fantasma. In un qualche modo il leitmotiv di “Pirati e Pagliacci” sembra ritornare anche in questo disco non è così?
All’interno di questo album la nostra idea è stata quella di raccontare delle storie di personaggi senza luogo e senza tempo, ecco perché fantasmi. Abbiamo voluto toccare argomenti profondi senza scavare troppo, sollevare delle riflessioni con la leggerezza scanzonato delle canzoni, senza voler giudicare, ma con la speranza che gli ascoltatori possano identificarsi e riconoscere qualcuno in queste storie. Spesso le storie che narriamo sono caricature, parodie o semplice racconto di fatti realmente accaduti, a noi, conoscenti o persone che incontriamo in genere nella vita quotidiana; i Nuju lavorano tutti in campo educativo e nel sociale. Alla luce di tutto questo non facciamo altro che portarci dietro un’indole, un’attitudine da pirati e da pagliacci che è il leitmotiv del nostro percorso musicale in generale.

Oggi la musica Indie vuole le distorsioni e le parolacce. Voi che cosa rispondete?
Boh… Noi siamo indie, perché usiamo le distorsioni e se capita anche le parolacce. Cioè, è proprio vero che la musica definita indie è indie? Chi sono gli artisti indie? Noi non lo sappiamo, non abbiamo un unico pensiero su questo, anche perché noi incidiamo i dischi autoproducendoci e li pubblichiamo con un’etichetta indipendente come Manita Dischi e il nostro editore (Latlantide), come il nostro distributore (Audioglobe), sono indipendenti. Quindi noi siamo indie?!? Dobbiamo risponderci da soli?!? Ma sì, viva la musica, chi la fa e chi ne scrive, indi(e)pendentemente da come la chiamiamo!

Fuoco alle polveri, diremmo noi sul fianco del galeone. Eppure ve lo dicevo che in questo disco c’è dell’attualità. Su questo singolo “Denaro” scommetto che ritroveremo tanto di noi, ogni giorno e per ogni gusto. Intanto penso anche alle grafiche: a firma di Lorenzo Menini, ogni canzone ha una tavola… e questo video…




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