Il Salotto di Malcom: i Minor Swing Quintet

91

Mai normali certamente. Pensate al vostro Malcom che non ha troppa voglia di mescolarsi alla folla… vi sembra normale? Però a differenza di questo quintetto, io le differenze non le celebro. Le accolgo, quello si, ma pur sapendo che poi resterò da solo in questo monolocale di musica. Invece i Minor Swing Quintet delle differenze di vita, di pelle, di umanità, di bellezza, di suono e di quel certo modo di sentire, ne hanno fatto ricchezza e musica. Pubblicano questo nuovo disco dal titolo “Minor Mali” e i rimandi al jazz manouche e al mitico Reinhardt sono molteplici. Che poi non è propriamente questo lo spirito. Ma appunto è l’incontro di 5 elementi che di loro hanno estrazioni e linguaggi differenti. L’alchimia di vederli suonare assieme diviene magia quando ognuno, con la sua lingua, parla e comprende e interagisce e completa e si lascia completare. Punto e a capo. Un disco da ingoiare a botte di rum e aquiloni colorati.

Tanto di gipsy jazz che alla fine c’è da chiedersi: ma nell’indie di oggi voi che ci fate? Come a dire: uno sguardo alla musica che gira nelle radio di oggi? Con quali carte parlate al pubblico abituato alle distorsioni e ai finti poeti?
Certamente è vero che nell’indie di oggi lo spazio per la musica strumentale è stretto, però ci sono ottimi esempi di come si possa fare breccia nella musica attuale anche senza l’uso delle parole (vedi calibro 35).

Come si arriva ad un disco come “Minor Mali”? Voglio dire: come si possono mescolare assieme generi così diversi senza contaminarli o modificarne i tratti?
In realtà è proprio l’opposto. è il mix delle varie nostre contaminazioni che ci ha portato a realizzare Minor Mali

Che poi anche la copertina la dice lunga… a colpo d’occhio non so se mi sembra un vado d’erba che cresce sul mondo o una bomba che sta per esplodere… voi che dite?
La copertina secondo noi in realtà è un mondo su sfondo giallo, ma siamo aperti ad altre interpretazioni..tipo il vado d’erba! :)

Però facendosi largo tra le immagini di questi titoli, il vero leitmotiv del disco, qual è?
Il leitmotiv del disco è essere Mai Normali, cioè viversi le differenze, sia musicali che non, come una ricchezza, come una catapulta che miri all’ibrido e al compromesso.

E come avete fermato Fabrizio Bosso tra tutti gli impegni che ha?
Gli abbiamo offerto un passaggio da carpi a bologna, e preso un treno per ravenna, intercettandolo tra un concerto e l’altro! :)

In rete il video che porta il nome del disco. Ed è emblema e bandiera di come l’incontro amici, è l’arte della vita. E non lo dice il vostro Malcom. Incontriamoci…




Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.