Il Salotto di Malcom: i LOHREN

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In qualche modo il popolo della rete ha sempre ragione. Ed io, guidato ed istruito da chi ne regge le fila, ascolto e mi immergo, tra cose nuove e nuove frontiere. E questo pezzo che sapeva di antico oggi risuona moderno, depurato della sua politica e lasciato libero di parlar d’amore. Apro il mio salotto ad una bellissima Giulia Lorenzoni e al suo devoto compagno in vita e in musica (che poi è la stessa cosa) Luca Zedra. Apro il mio salotto ai LOHREN che da qualche giorno hanno invaso gli ascolti con la loro “Sfiorivano le Viole” di Rino Gaetano. Una cover? Si gente, una cover. Che però a sentirla, melodia e testo a parte, ha poco di Rino Gaetano e molto di LOHREN. Musica digitale, come quella che odio (ma questo è un problema mio e del mio gusto eternamente romantico di legno), musica evanescente a spasso per le strade di Parigi, tra un Atelier di moda e una galleria d’arte. Questo due sintetizzato piace e mi incuriosisce. Nonostante il digital sentire, accolgo la pratica e gli do il benvenuto.

Troppo giovani per aver vissuto l’era di Rino Gaetano. Quindi con che spirito lo state riscoprendo e lo state cantando alla gente?
Quella di Rino è una figura che ci ha sempre appassionato, lo vediamo come un rivoluzionario e un precursore soprattutto per i testi e la scelta dei suoni. Lo stiamo reinterpretando con un sapore più moderno cercando di rispettare l’essenza di “Sfiorivano le viole”. Per onestà intellettuale abbiamo deciso di omettere il rallentato finale, visto che non avrebbe avuto né l’impatto sociale né il contesto storico adatti. Volevamo riportare alla luce una bella canzone che ci ha accompagnato per molto tempo. Alla fine potevamo benissimo fare la cover di una hit del momento e ottenere più views.

Torniamo ancora indietro: gli anni 70 e 80 erano anni – forse – di grande canzone d’autore. Oggi secondo voi che cosa ne resta?
Alle volte quando non sai come affrontare determinate situazioni l’unica cosa che puoi fare è chiedere consiglio a chi le ha vissute prima di te. Forse è proprio questo ciò che ci rimane: racconti, consigli ed esperienze comprensibili senza limiti generazionali. Tante voci che sussurravano verità sono finite nel dimenticatoio, o comunque sono poco ascoltate, però sono sempre pronte a parlarti se ne hai bisogno.

Il vostro video è assolutamente stiloso, in linea con moltissimi trend del momento. Come a dire: oggi si deve pensare moltissimo alla forma e alla scena che fanno?
Quasi tutto ciò che facciamo avviene in maniera spontanea. Eravamo in viaggio e avevamo con noi una macchina fotografica, un pomeriggio entrando in camera d’albergo ci siamo resi conto che era perfetta per farci un video. E’ un azzardo dire che è “assolutamente stiloso”, è una semplice ripresa fissa che abbiamo sfruttato improvvisando movimenti e posizioni. Alla fine il video è stato a costo zero. Il trend sta nella fantasia, noi abbiamo semplicemente pensato a ciò che ci sarebbe piaciuto vedere su youtube.

Musica digitale. Oggi quindi è più facile fare i musicisti?
Grazie alla tecnologia oggi si possono raggiungere ottimi risultati in maniera molto più veloce. Un tempo fare un disco era un processo lunghissimo, costoso e difficile e pochi potevano permetterselo. Di certo la musica digitale è più semplice da utilizzare, ma se alla base non ci sono studi idonei e idee originali non serve a nulla. Noi lo diciamo spesso che siamo semplicemente altri due tizi con un mac, però intanto prendiamo un treno tutti i giorni per andare a studiare in conservatorio. Alla fine puoi anche avere il Millennium Falcon a disposizione, ma se non sei Han Solo non vai da nessuna parte.

Il disco. Quando arriverà che faccia avrà? E a chi cercherà di aggrapparsi come ispirazione e linea guida?
Probabilmente sarà rotondo, ma dobbiamo ancora decidere. Si ispirerà molto a quelli che puoi trovare in autogrill, tipo quelli con la custodia in plastica, che ne so, tipo quello de Bajoni o Der Gregori. A parte gli scherzi, abbiamo molte idee in cantiere. Alcune già pronte altre da sviluppare. Il cd sarà un tentativo di sposare una generazione passata con quella attuale. Le influenze che faremo convergere in questo lavoro provengono dai generi e dai movimenti culturali che più ci ispirano. Le armonie jazz sono sostenute da ritmiche hip hop passando per uno spirito rock sfociando in sonorità elettroniche. Non cercheremo tanto di aggrapparci ad un artista in particolare, quanto di raccogliere il più possibile dal nostro background di ascolto nella sua totalità.

Bel sentire, bel parlare, belle apparenze. Cose concrete dietro la grinta ancora ingenua – ovviamente – di questo esordio. Ci piace e non ce lo lasciamo scappare. Cover o no, aspetto con ansai il disco. Nonostante il digital sentire…ma questo è un problema mio. Voi premete click sul PLAY. LOHREN.