Il Salotto di Malcom: i LOHREN

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Come ritrovarsi dietro una teca di vetro, a guisa di souvenir riportato dalla Francia dopo una gita scolastica organizzata per gli alunni del corso di specializzazione dal titolo: “La nuove frontiere sociali figlie di un presente digitale”. Archiviando ogni metafora e gioco di parola, lascio accomodare Luca Zadra e Giulia Lorenzoni. In questo salotto virtuale ospito i LOHREN che nella loro complessa follia (prendendo a prestito il significato più romantico di questa parola), trasudano chiarezza e coerenza nei loro progetti. Questo esordio si intitola “Felici di niente” ed è un qualcosa di poco definibile. Poco definibile è tutto quello che si vomita quando si ha solo voglia di produrre “se stessi”. Un disco che fotografa la totale trasparenza delle regole artistiche e attribuisce all’io pensante il vero ed unico ruolo comandante e dittatore. Un disco bello…difficile ma bello. Elettronica…sostanzialmente è solo questo l’unico tratto ovunque dominante.

Digitali quanto basta. Perché non si avevano alternative o perché si cavalca il gusto del momento?
La nostra è stata una necessità fisica, senza la tecnologia non avremmo potuto scrivere così tanto in così poco tempo visto che siamo sempre in viaggio. E poi la musicale elettronica esiste dagli anni ’80, forse il gusto del momento è un po’ retrò.

Dietro i LOHREN che storia c’è? Insomma…chi e cosa vi ha spinto a fare la vostra musica?
Una notte qualsiasi di estate ci siamo trovati ispirati, avevamo tutt’e due bisogno di esternare qualcosa che avevamo dentro. E così abbiamo scritto “Compulsiva”, tutta in una notte. Senza ancora aver dormito abbiamo preso il treno delle 6 del mattino per andare in conservatorio fuori Roma, e lì abbiamo composto “Insonnia”. Il pomeriggio stesso, ancora insonni, siamo andati a proporre il progetto alla Interbeat di Luigi Piergiovanni che ci ha incoraggiato a continuare e ci ha preso sotto la sua ala.

Dov’è finito secondo voi il rock popolare che si cantava a Woodstock?
Il rock popolare di Woodstock urla ancora dentro ognuno di noi. Noi abbiamo poco più di vent’anni ce lo siamo vissuto solo su YouTube e in qualche trip.

Il main stream tende all’omologazione delle proposte. Non trovate che sia così anche per la scena cosiddetta INDIE?
Per ogni genere musicale esiste un codice, dei canoni che il pubblico si aspetta: il ritornello messo lì, lo special “emotional” messo là, il giro di accordi sentito e risentito etc etc. Tante volte non ce ne accorgiamo ma siamo ancora troppo legati alla forma della canzone e alle convenzioni musicali. Questo vale per quasi tutti i generi ognuno nella propria di forma.

Se LOHREN fosse una statua? La “Venere di Milo” calzerebbe a pennello?
Ma la “Venere di Milo” ti è uscita a caso? Vuoi far parte della nostra band? Scherzi a parte, sono mesi che ci pensiamo e anzi grazie di aver tirato fuori il discorso perché volevamo rendere pubblica questa dichiarazione: “Noi siamo riflessivi come “Il Pensatore”, concentrati verso l’obiettivo come il “Discobolo”, romantici come “Amore e Psiche” e duri come i “Bronzi di Riace”.

Cara Giulia…se ti dicessi Etta James?
Etta James è una delle mie nonne a livello artistico. La stimo tanto per la sua tenacia, il suo stile vocale e la sua storia. Una donna fragile ma forte, devastata dall’alcol e dalle pene d’amore. Romantica e disperata. Una cantante appartenente alla propria epoca,soggiogata dagli uomini e dal mondo discografico. Una delle prime canzoni che ho cantato in pubblico nei peggiori bar di Caracas è stata proprio “At last”.

Dialogando poi con il loro ufficio stampa prendo spunto per questa chiusa di articolo e vi spiego perchè una statua e perchè la Venere Di Milo. Una statua perchè la musica dei LOHREN pare compatta e definita, ferma e immobile come una statua…ma come una statua conserva all’interno dei suoi confini invalicabili, tantissima grazia, poesia, movimento, testimonianza di quel che è accaduto e frutto di quel che sta avvenendo. La Venere di Milo è una donna…bella ma non troppo…completa ma neanche tanto, nuda ma non proprio. Che si copre appena di qualche velo soltanto, che mi ha sempre dato quel senso di serietà nel guardare verso qualcosa ignorando totalmente il resto. Una persona completa soltanto di quel che importa per lei…il resto è inutile. Insomma, dalla copertina del disco alla loro musica, di getto, ho avuto questa similitudine da fare. Il video ufficiale…due singoli in uno…solo con i LOHREN c’è lo sconto comitiva.