Il Salotto di Malcom: HORUS BLACK

320

Ragazzi il vostro Malcom mette in scena la tuta di Elvis che comprò anni fa. Uno di quei cimeli che alla fine restano in armadio e fai vedere solo nelle grandi, anzi grandissime occasioni. Punto e a capo. Lui è un giovanissimo di Genova che alla fine ha una voce che arriva dritta dall’America Rock’n’Roll degli anni ’50 e ’60. E dunque, mescolando opportunamente il tutto con della sana quotidianità discografica, ci restituisce il suo primo disco di inediti che sa di Elvis, sa di Tarantino, sa di Soul e sa di Gospel… ma in fondo in fondo sa anche di bel canto italiano. Lui è Riccardo Sechi, ovvero HORUS BLACK e con “Simply” direi che ci presenta un lavoro che nella ovvia mancanza di originalità, nel ripercorrete tutto secondo il cliché (come si deve fare in questi casi), dimostra un equilibrio e una personalità da far invidia a tanti “inventori” di cose nuove.

Direi che tutto quadra. Ma più che citare Elvis vorrei citarti “Il Padrino”. Ha senso per te?
Più che citare “Il padrino” citerei “Le iene” a cui si ispira il video di “We are alone tonight”.

Ma in America secondo te, che storia avresti?
Probabilmente il genere che faccio ha più estimatori oltreoceano, specialmente negli stati del sud come Texas e Tennessee, dove blues e country nelle loro derive più moderne vanno ancora forte.

E in Italia come recepiscono questo modo di fare canzone? Qui siamo tutti molto indie…
Non si sa bene come venga recepito dato che praticamente nessuno fa un genere simile. Mi viene in mente Zucchero che è abbastanza assimilabile come influenze, ma poco come stile.

Tu ripercorri un linguaggio. Per te dunque non è importante inventarne uno che sia tuo, che sia personale?
Le proprie caratteristiche vengono fuori col tempo, non penso di aver raggiunto la maturità artistica. È normale che inizialmente le influenze siamo maggiormente visibili.

Horus Black e Riccardo Sechi. Chi somiglia a chi? Si lo so, domanda marzulliana ma importante direi…
Horus Black è un personaggio, una maschera indossata da Riccardo Sechi che è una persona direi normale. Uso dire che Sechi è il compositore, mentre Horus è il cantante, che incarna la figura della star.

Dalla rete pesco “We Are Alone Tonight” e direi che il nostro Horus Black pesca dalle tasche di Tarantino la sua Iena preferita. Insomma. Ingenuità di un esordio si, cliché di grande scuola anche e quel piglio digitale che ci ricorda che domani è il futuro. Play Loud gente.




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.