Il Salotto di Malcom: gli Stereo Gazette

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Ah ecco fatto. Tutto in ordine e tutto in disordine proprio come vuole il cliché del rock che diviene pop o viceversa. Ecco il nuovo disco degli Stereo Gazette, ecco un nuovo capitolo dal titolo “Nel tempo di ogni cosa” che la band piacentina affronta con intimità dopo una genesi di anni, dalla camera alla strada arrivando solo alla fine nelle stanze di uno studio di produzione. E dunque io li faccio accomodare, tra una grafica di Jimi Hendrix e qualche buon disco dei Duran Duran che tra questi grandissimi ceppi, dalla strada di ruggine e quelle gustose elettroniche pop alla moda, c’è tutto il sangue dei giovani piacentini che sanno come dire la lora, voce di oggi, voce di problemi quotidiani, voce di popolo. Diciamo che non ho avuto voglia di levare la polvere da dietro lo stereo ma di sicuro ho messo qualche buona birra in frigo. Benvenuti ragazzi:

Sinceramente sono iper curioso di questo nome. Che cosa rappresenta?
E altrettanto sinceramente ti rispondiamo che per noi questo nome rappresenta una rinascita, anche se l’aneddoto sull’origine del nostro nome è veramente poco “poetico”. Avevamo da poco ultimato la scrittura dei brani del nostro primo EP (Il Lato Sbagliato), venivamo da un periodo inconcludente, difficile, fatto di cambi di formazione, incertezze e con il morale a terra. Scritti i brani abbiamo deciso di entrare in studio senza nome certi del fatto che “sarebbe arrivato quello giusto”; una mattina in studio ero in bagno e mi è caduto l’occhio sull’elastico delle mutande dove c’era la scritta “Gazette”… era lui ma mancava qualcosa, stavamo facendo musica quindi la parola “Stereo” è arrivata naturalmente. Ora ci siamo affezzionati, in un certo senso ci identifica, scriviamo la nostra realtà quotidiana quasi fosse l’editoriale di una ipotetica “Gazette”.

Domanda provocatoria: ma se si tornasse alla musica in MONO?
E se si tornasse ad una vita… in MONO? No dai scherzi a parte, la tua domanda ci piace, ci fa pensare ad una vita più semplice, una vita meno frenetica ed una musica adeguata. Siamo cresciuti nell’epoca in cui comprarti un CD (che era già stereo ok) voleva dire mettersi da parte la paghetta settimanale e il solo togliere il cellophane era un rituale sacro. Quindi musica MONO sia!

Elettronica o acustica? Voi che vivete in una linea di confine anche se…
Anche se non ci diamo limitazioni di suoni. Le nostre canzoni nascono acustiche, ed infatti nei live unplugged funziona tanto. La parte elettronica che abbiamo imparato ad inserire con le, secondo noi giuste dosi, ci piace tanto. Nel 2018, ma forse da sempre, c’è bisogno di definirsi ed etichettarsi in un genere in modo da essere subito identificabili, ci è stato detto che la nostra musica è sempre in bilico tra rock e pop, acustico ed elettronico, beh ci ritroviamo molto in questo gioco.

Esordire oggi. Significa ancora qualcosa per il pubblico di questa attualità italiana?
Esordire oggi è un atto di coraggio in tutti i sensi ma senza essere drammatici. Oggi finisci in un gran calderone di musica, contenuti, immagini, spesso ridondanti, spesso inutili e privi di senso. Sei effettivamente “one in a million” ma di questo poco ci importa, amiamo fare musica, amiamo l’energia che si crea quando si scrive una canzone e quando la si suona live e questo ci basta. Esordire, in senso lato, vuol dire esporsi mettersi nudo ma anche essere pronti a cogliere le opportunità che oggi sono a nostra disposizione che sono molte di più che in passato quindi il nostro approccio all’esordio è assolutamente positivo.

Con voi ritrovo il concetto di “Settembre”. Come dire che la mia dieta inizia sempre di lunedì. Perché Settembre. Che significa per voi?
Settembre è un mese particolare, che segna la fine dell’estate e l’inizio di un nuovo anno. Uno spartiacque che crea malinconia per il passato e dà la spinta per nuove esperienze e buoni propositi. In molte situazioni della vita possiamo trovare le sensazioni che si vivono a Settembre, e dunque lo scriverci una canzone è stato assolutamente naturale. Sapessi quante volte a Settembre (il primo lunedì) ho provato a mettermi a dieta…

Punto a capo. Dalla rete tiro fuori “Canzone per me”, il rapporto padre figlio, il rapporto forse autobiografico di ognuno di noi. L’intro di questo brano prende come pochi. Che poi questo disco ha ottime soluzioni di stile in ogni dove di questi 8 inediti. Play Loud.




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