Il Salotto di Malcom: Giulia Pratelli

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Ho pulito ogni angolo di questo salotto. Eppure sono sicuro che mia madre avrebbe da ridire qualcosa. Ospite oggi una gentil signorina, bellissima ma anche decisamente ispirata nello scrivere canzoni di pop leggero italiano restituendo a melodie e letteratura il pregio di arrivare dritti al segno senza perdersi mai in convenevoli di banalità. Lei è toscana, si chiama Giulia Pratelli ed il suo nuovo disco si intitola “Tutto bene”. Ritroviamo Zibba, il nostro amico Zibba, lo ritroviamo nella produzione artistica, lo ritroviamo in qualche scelta e nel duettare con la Pratelli nel brano “Troppo Lontani”. E troviamo anche Diego Esposito, il giovanissimo toscano del bellissimo esordio “È più comodo se dormi da me” che qui duetta nel brano “Un inizio migliore”. E non a caso anche questo sue esordio era diretta da Zibba. Insomma la famigliola la conosciamo bene a quanto pare. Giulia Pratelli dalla sua cerca di imporre un carattere e una direzione con un pop ahimè troppo inflazionato. Eppure ci sono almeno un paio di brani che ancora mancavano al nostro significato di bellezza.

Un disco di pop d’autore come si dice da più parti…sei d’accordo?
Anche se in generale preferisco che siano gli altri a dare definizioni e pareri sulle cose che faccio… sì, sono d’accordo!

Mi incuriosisce una cosa: usi un linguaggio musicale assai inflazionato. Insomma come dire che di pop ne abbiamo e ne avremo sempre tanto. In cosa pensi di aver portato la tua personalissima novità?
Credo che “pop” sia un termine talmente ampio da rendere difficile l’accostamento di tutti i progetti musicali che vengono messi sotto questa etichetta. Il linguaggio musicale che possiamo chiamare “pop” può essere declinato in molti modi, a mio avviso, accompagnando testi di natura e dal contenuto diversi.
In ogni caso, non ho fatto questo album per sconvolgere il panorama musicale o per rinnovarlo, ma per dare voce a quello che sentivo, per poter cantare e suonare le mie canzoni. Nel mio percorso personale sicuramente questo disco è una novità: non avevo mai fatto prima d’ora un lavoro così, scrivendo tutti insieme i brani che avrebbero composto l’intero disco, diventato così lo specchio del momento che stavo vivendo. Credo inoltre che nell’album siano presenti alcune scelte musicali non proprio banali, scelte di cui sono felice perché si sono rivelate importanti per rafforzare quello che volevo esprimere con le canzoni che avevo scritto.

Anche il video di “Va tutto bene” segue un linguaggio decisamente classico. Insomma cosa ti ha portato verso queste scelte?
Non si tratta di una scelta iniziale di “classicità”, ogni cosa è nata in modo diverso… nel caso del video, ho lavorato con il regista Andrea Campajola, che ha immaginato di riprodurre con le immagini le sensazioni che aveva avuto dopo l’ascolto della canzone.

Zibba: una scelta o una casualità?
Una scelta, al cento per cento. Non avrei mai affidato la produzione artistica di un progetto per me così importante (e il sostegno emotivo, oltre che musicale) a una casualità.

Eppure nel disco ci sono momenti di trasgressione…o sbaglio?
Sì, è quello a cui accennavo qualche riga fa. Ci sono alcuni brani in cui abbiamo deciso di osare di più e di caratterizzare maggiormente le atmosfere, perché si sposassero al meglio con i testi che avevo scritto.

Una quasi title track del disco. In rete troviamo il nuovo video dal titolo “Va tutto bene”. Quanto è vero che anche solo un momento di vita può dare tanto a certi artisti…