Il Salotto di Malcom: Geddo

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Di cultura e di suoni, di tradizioni e di gusto. Di quei toni caldissimi di voce ne sono affascinato, di quel tiepido gusto di nebbiolina che ci riporta “erroneamente” ad amalgamare tutto come proveniente dalla “bassa” modenese o dalla pianura industriale del Po’…e poi la canzone d’autore, quella bella, quella giovane, quella che non gli frega molto di apparire sulle copertine, di vestire alla moda o di farti ballare e cantare e rincorrere per un selfie da mettere sui social. Questo è il disegno che ho sempre avuto di Geddo. Ed oggi, apro le porte di questo salotto e lo invito a sedere. Il nuovo disco mi piace. Il nuovo disco è maturo. Il nuovo disco conferma ogni cosa. Il nuovo disco non è presuntuoso e non scomoda l’ingegno più di tanto…ma non per pigrizia o per incapacità…ma perchè probabilmente si è giunti a comprendere quanto sia la semplicità a far grande il corredo di un contenuto di suo già bello e importante. Si intitola “Alieni” ed io me lo gusto assieme ai miei amici di sempre…

Ultimo disco di GEDDO. La linea produttiva sembra restare sempre fedele ad una certa linea. Come mai nessuna trasgressione o nessun colpo di testa? In altre parole, come mai niente che sia totalmente originale rispetto al tuo passato?
Bella domanda ma le risposte sono diverse. Intanto io diffido di un certo evoluzionismo fine a se stesso; quello di artisti che per essere originali a tutti i costi dimenticano di essere bravi. Io poi comunque un percorso lo intravedo. Inoltre non voglio neanche bleffare. Oggi in studio puoi fare tutto ma io vado in giro per davvero, con la chitarra classica elettrificata, che senso avrebbe giocare a fare il Radiohead de noi artri? Alieni intende rappresentare il 2016 senza nostalgie o vecchie classificazioni. Non vedo impegni analoghi da parte di chi scrive oggi.

Perchè su Spotify c’è solo Due? Che storia discografica ha questo nuovo disco?
Spotify è un buon servizio ma io lo conosco poco. Preferisco prendere un po’ di dimestichezza con l’aggeggio prima di consegnarmi mani e piedi. Di certo so che a noi artisti già poverelli non ci tratta mica tanto bene. Il disco è stato registrato con  Rox Villa e Marco Canepa a Sori, vicino Genova. Lo si trova scaricabile in tutte le piattaforme più popolari di download ma non ancora in streaming.

“Alieni”. Chi sono davvero? E se fossi tu l’alieno?
Ma certo. Il tema è la comunicazione e l’interazione. A me non pare che sia un tema abbastanza dibattuto e cantato eppure lo ritengo fondamentale e attuale. E’ proprio qui che io credo di essere andato un po’ avanti. Nel guardarmi intorno. Non siamo persone ma mondi abitati da diverse identità non tutte coerenti tra di loro. Un rapporto tra mondi diversi può diventare un rapporto in cui uno diventa alieno rispetto all’altro. Ci accorgiamo della guerra che è stata dichiarata ai ragazzi? Con la scusa di proteggerli stiamo curando le nostre ipocrisie. E chi perde un minuto a parlare con l’anziano di “Briciole” o pone degli spunti di riflessione a chi si perde nel web? Ha un senso parlare di canzone se non abbiamo qualcosa da dire a qualcuno?

Voglio condividere con te un’impressione…credo che Geddo sia uno di quegli artisti che non competono alla visibilità e al successo delle vetrine. Lo percepisco soprattutto da come scrivi e da come vesti la tua musica…
Ma guarda. Io ambisco ai soldi. Ad averne abbastanza da non dover più timbrare un cartellino. Essere conosciuto è fondamentale per allargare il giro dei miei concerti e concedermi il tempo di scrivere e suonare a livelli migliori. Di tutto il resto mi interessa poco, ho avuto la fortuna di conoscere alcuni artisti famosi e sono una delle categorie più tristi che ho mai conosciuto. Mi viene difficile invidiarli.

Ma quindi: la crisi culturale è determinata da chi sfoggia e costruisce le vetrine o di chi alle vetrine fa riferimento?
Ma quando mai. È un lavoraccio stare in vetrina. Solo chi non conosce la musica veramente pensa che siano tutte rose e fiori. Rivolgo ai divi di oggi i miei migliori auguri. Poi in un paese moralista come l’Italia essere un divo è di una noia pazzesca. La crisi culturale è figlia dello smarrimento di fronte alle nuove tecnologie che hanno democratizzato l’accesso alla comunicazione. Fatto generalmente positivo ma che ha comportato degli effetti collaterali a cui non abbiamo trovato le contromisure. Voi che fate uno sforzo di filtro vi renderete perfettamente conto. Ora piano piano tutti stiamo trovando un nuovo passo in cui io mi trovo abbastanza bene. Aspettiamo fiduciosi che si ritrovi anche il pubblico.

In ultimo: in questo disco non c’è solo l’amore e la vita “normale”…ma ci sono diversi riferimenti anche – passami il termine con le dovute giuste interpretazioni – a riferimenti sociali di carattere “politico” per raccontare la vita di questi “Alieni” …o sbaglio?
Io credo che la politica sia cambiata. Ho amato la canzone politica ma appartiene a schemi diversi da quelli di oggi. Inoltre Alieni è intriso di individualismo e di autoreferenzialità. Oggi la società è questa. È inutile cantare la società degli anni 70. La sfida è cantare l’alienazione di questi anni. Senza starla troppo a demonizzare; tra l’altro l’eccesso di collettivismo di allora aveva anche esso dei “contro”.
Mi sento politico in quanto attuale, almeno a livello di tematiche. Sta maturando l’idea di affrontare in un prossimo disco la globalità. La vera sfida politica di questa prima parte di secolo.

Bellissime sensazioni e momenti finalmente pregiati. Una chiacchierata che mai per una volta mette a nudo davvero quello di cui parliamo sempre. Amen.