Il Salotto di Malcom: Fabio Criseo

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Romanaccio…romanico…romantico…romano…romanità. Detto questo aggiungere pop e visionario di attualità. Fabio Criseo porta a casa un bel disco dal titolo “Avrei voluto essere Lapo Ercane”, ironico, irriverente, realistico e decisamente privo di filtri. Dal singolo “Cci vostri” al tormentone “Me so rotto” (la conclusione poi è ovvia) direi che il digital pop chiude il cerchio con della canzone d’autore e induce all’analisi senza troppi mezzi termini. Che poi ascoltando tutto alla fine lui liscia il pelo anche al sistema delle grandi radio. E di certo non mi ha dato l’impressione di quella solita ipocrisia di chi rifiuta il sistema e poi…

Ci sono tante citazioni musicali dentro questo disco o sbaglio?
Ce ne stanno un botto, insomma tante. In primis Modugno, …la lontananza.., l’inno della Roma, Gaetano e Frosinone di Calcutta, Vianello, gli acuti di Baglioni, Bocca di rosa e Dolcenera di Faber, poi anche altre, e di altro tipo come Leopardi, Petrarca, Pravettoni, lo stesso titolo LAPO ERCANE, ed altri vari ed eventuali. Sono le cose che abbiamo intorno, alcune da prima che nascessimo, e fanno parte delle nostre vite, ci sono familiari, qualcuna piace di più e altre meno.

Questo è un disco che mi crea diversi disequilibri. Cioè da una parte te ne freghi di scena e di apparenze, dall’altra vorresti essere come Calcutta. Quindi dove sta la ragione?
È una questione di sincerità. Calcutta fa concerti e la gente lo segue tanto, coi dischi idem, mi piacerebbe avere il suo successo, è un artista nuovo che ha destato interesse, ma tra poco…

L’elettronica…perché l’elettronica? Esigenze o scelte artistiche?
Assolutamente scelte artistiche, è bello il contrasto elettronica e stile acustico-popolare, oserei anche dire un po’ originale. Io ho amato ed amo la musica di Gaetano ed anche quella dei Kraftwerk, Jhonny Cash ed i Depeche Mode, tutto sommato il disco è la naturale versione di oggi dello stornellatore elettronico.

Cerchiamo di fare un sunto di questo disco. Diciamo che ti sei stufato della vita costretta nell’aridità di sogni. Giusto?
Come molti altri! E da tanto tempo! I sogni aiuteranno a vivere meglio ma la realtà DEVE superare la fantasia prima o poi. E nnamo no!

E restando proprio sul brano “Me so rotto”: perché dici di sognare con difficoltà?
In realtà dico “…sogni che difficilmente faccio realizzare…”, nel senso non sono capace di tramutarli in realtà; tolte le difficoltà “esterne” è un’autocritica al “non fare abbastanza del tuo meglio”, frenato dall’incostanza a volte, dalla mancanza di orientamento verso l’obiettivo finale, dall’incapacità di prendere le strade giuste.

In poche parole e con un piglio marzulliano: secondo te è così importante che le canzoni abbiano successo? O pensi che il loro vero scopo sia l’essere state scritte a prescindere?
La seconda che hai detto! Il successo è il risultato che ti dice che hai passato il test, è il premio per aver raggiunto il traguardo, è la meravigliosa condivisione empatica con l’altrui parte umana, in alcuni casi è anche la frase giusta al momento giusto per la chi scrive e qualche volta pure per chi la legge. In termini un po’ meno poetici il successo piace un po’ a tutti, è un bugiardo chi dice che non gli interessa, secondo me; il successo soddisfa il nostro ego, rende la vita migliore sotto certi aspetti. È pur vero che il successo non è tale se dietro non c’è una passione enorme ed un talento altrettanto grande, senza questi elementi è una vittoria di Pirro destinata a scemare miseramente e velocemente.

Voce al popolo dunque. Fabrio Criseo in questo salotto fa bella mostra di se. Dalla rete ci sono diversi video che lo immortalano. Ovviamente scegliamo il singolo di questo suo ultimo lavoro. Ovviamente non è questo il momento di far caso ai vestiti…