Il Salotto di Malcom: DEDO

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Spazio alla follia intelligente di chi sa come usare le parole e di chi le parole sa come girarle a favore di vento e di analisi. In questo salotto ho sfogliato generi e costumi, modi di fare e tante nuove facce di questa scena discografica. Belle sensazioni di nuovo quando scopro che il trombonista di Sanremo e di Max Gazzè (e qui confesso la mia ignoranza su vari fronti) facesse anche musica propria con uno stile assolutamente fascinoso e salvifico. DEDO l’ho conosco oggi in una veste autorale con questo disco “Cuore Elettroacustico”, un po’ irriverente, un po’ ironico, un po’ non la manda a dire e un po’ ti lascia un piccolo spazio se vuoi avventurarti a trovare la tua chiave di lettura. Un po’ questo e un po’ quello in un disco che parla di tutti noi in tutti i giorni, parla di televisione e di comunicazione, parla di crisi e di amore…insomma DEDO sotto una linea guida che sembra essere stata presa in prestito dal buon Elio e compagni, mi presenta un disco che mi piace mi piace mi piace…insomma mi piace. E in un pezzo compare il basso di Max Gazzè e in un altro quello di FASO…ma guarda un po’…

Levami subito una curiosità: perché Faso suona su un brano che era stilisticamente adatto a Gazzè e viceversa? Stando alle mie impressioni sempre…
A dire il vero non ho fatto molti calcoli a riguardo, sono due cari amici che mi hanno fatto un bel regalo.
Max è l’artista con cui collaboro attualmente e, quando un anno fa ho registrato “Taggami il nervo dell’amore”, la collaborazione è nata spontaneamente, non solo per il brano in cui, oltre a suonare il basso, canta insieme a me, ma anche per il videoclip di cui è stato regista ed in cui appare in un cameo da novello Hitchcock.
Con Faso l’amicizia è di più vecchia data e rimonta ai tour con Elio e le storie tese e con la Biba Band.
L’idea di coinvolgerlo è nata mentre ero in studio per la produzione degli altri brani.
Sono entrambi due bassisti, e più in generale due musicisti, di altissimo livello e, quindi, al di là del loro stile, sono convinto che abbiano valorizzato ed impreziosito comunque i brani in cui hanno suonato.

Nel singolo la TV è un dittatore che comanda. Ci ha provato a redimerci ma niente…dormivamo. Insomma…la tv è l’ennesima grande invenzione che utilizziamo per la distruzione di massa?
La Tv è solo un mezzo, ovviamente. Chi produce e sceglie i contenuti da mandare in onda lo fa molto spesso pensando solo a massimizzare gli ascolti e, quindi, la raccolta pubblicitaria ed il profitto che ne deriva, riempiendo i palinsesti di programmi spazzatura che distraggono le masse dalle reali priorità esistenziali. Non vorrei apparire bacchettone, ma penso che chi entra nelle nostre case con tanta facilità dovrebbe porsi maggiormente il problema di usare il mezzo televisivo anche per una maggiore promozione culturale e per un’informazione più trasparente.

Quanto Orwell c’è in quest’opera?
Se ti riferisci al singolo ce n’è molto, tanto che viene anche citato, ma c’è anche il Pasolini degli “Scritti Corsari”, con la sua visione deleteria ed omologante dei mass media.
Nel resto del CD, però, si parla anche di sentimenti, di nuove tendenze sociali e di… cazzeggio.

Levami una seconda curiosità: ma ora che sei in tour con Gazzè, chi penserà alla promozione del disco?
La vita in tournée mi assorbe di certo, ma riesco a seguire il più possibile i vari aspetti della promozione, anche grazie ad un valido ufficio stampa e ad uno staff di collaboratori che mi supportano

Musicalmente parlando: allontanarti totalmente da questo genere? Impossibile? Ci hai pensato e provato? Scelta personale? Non che ci sia niente di male…ma sai che sorpresa sarebbe stata se ti avessimo trovato a fare folk americano (per esempio)?
I miei ascolti sono da sempre molto vari ed ho già affrontato come esecutore molti percorsi musicali, dunque non posso escludere a priori dei cambi di direzione, anche radicali ed inattesi.

Chiudiamo con una domanda sociale quanto il tuo disco: come vive DEDO sui social network?
I social media sono uno strumento nuovo e molto potente per tenersi in contatto col proprio pubblico, per tenerlo informato su qualsiasi novità e per ricevere da questo dei feedback pressoché immediati.
Io cerco di essere presente ed attivo più che posso, soprattutto in questa fase promozionale del mio nuovo disco e del tour che partirà in autunno.

Ha ragione la televisione che ci invita a “restare sul divano” oppure ha ragione chi pensa che sia questo il momento giusto per spegnarla? Non saprei…di certo non sono pochi gli artisti che su vari fronti ci mettono in guardia su ciò che Orwell scriveva in un fantasioso “1984”. Ad ognuno l’ardua sentenza…io vi rimando solo all’ascolto di questo disco e di questo singolo che si intitola appunto “Resta sul divano”…anche noi ci stiamo provando a mandare in onda cose intelligenti.