Il Salotto di Malcom: Davide Buzzi

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Il rock on the road italiano come italiano è lo stile per dare forma alle canzoni. Quel piglio appena poco scollato che ormai va tanto di moda nel cantato indie e testi che tra arroganza, ansia di esistere e poesia romanza riescono a immortalare il viaggio di questo primo disco di una trilogia firmata da Davide Buzzi dal titolo “Non ascoltare in caso d’incendio”. E citerei proprio la semplicità di “On the road”, brano inedito del cantautore Jason Kemp – una delle tre canzoni non di sua proprietà che Buzzi ospita in questo lavoro assieme ad un omaggio a Pierangelo Bertoli e al grande Massimo Priviero con cui duetta: ma cito proprio questa perchè nel testo come nella musica esprime tutto il resoconto stilistico di questo lavoro che di quando in quando si fa più cantautorale e in altri momenti diviene anche rock americano (o almeno quella è la direzione). Ma mancano i bassi??? Dal rock springstiniano che il nostro cerca di tirar fuori, mancano le basse frequenze maledizione. Voglio capirci di più. Benvenuto a Davide Buzzi

Mi sovviene una domanda importante e allegra tanto per cominciare: dove sono i finiti i bassi a questo disco? Scelta ardita nel mix…non trovi?
Durante la lavorazione ne abbiamo discusso spesso di questa cosa. Con Alex Cambise volevamo fare davvero qualcosa di diverso, che suonasse diverso. Al termine delle registrazioni, quando ci siamo messi al mixer e in fase di masterizzazione abbiamo realizzato delle versioni diverse, alcune con i bassi più pronunciati e altre meno. Alla fine abbiamo scelto di tenere i bassi più indietro rispetto agli altri strumenti e alla voce, in modo da ottenere un effetto più “cattivo” che rendesse al massimo questa mia voglia di rivalsa e di voglia di vivere.

Mi incuriosisce anche il titolo: “Non ascoltare in caso d’incendio”…che significato c’è dietro le righe di questo bel gioco di parole?
È un po’ la stessa storia di quanto dico sopra, per questo lavoro (e per gli altri due che seguiranno, in quanto “Non ascoltare in caso d’incendio è solo il primo volume di una trilogia) desideravo trovare un titolo che rispecchiasse il mio carattere e rendesse subito evidente che questo non era solo un album di canzoni e basta. Inoltre volevo si intravvedesse fin da subito che tutto il lavoro presentava una certa vena polemica. Successe che un giorno in hotel, mentre aspettavo l’ascensore, ho visto la scritta “non utilizzare in caso di incendio”. È stata l’ispirazione per il titolo del primo album. È un titolo che subito porta a porsi delle domande, spingendo l’ascoltatore a riflessioni più profonde. Un album che parla di rivincite, libertà, speranza e voglia di vivere deve avere un titolo che marca in modo preciso questi sentimenti.

Ci sono bei rimandi, featuring, ci sono tue interpretazioni…bellissimo l’omaggio a Bertoli. Manca qualcuno dalla breve lista di nomi che hai chiamato a raccolta?
A ben vedere manca sempre qualcuno alla lista di coloro con i quali si vorrebbe condividere questo genere di avventure, ma comunque altri amici saranno presenti nei due album che proseguiranno il percorso de La Trilogia. A “Muso duro” stavo pensando da tempo. Sposava bene in tutto questo progetto e allora, grazie anche al lavoro di arrangiamento davvero ispirato di Alex, ho pensato fosse il momento di dedicare questo pensiero a Pierangelo, un artista che ha certamente segnato la mia gioventù.

Alex Cambise e Davide Buzzi: il risultato col senno di poi?
Esercizio certamente riuscito nel migliore dei modi. Fra di noi è nata molta amicizia e stima reciproca che ci permette di capirci al volo su ogni aspetto artistico.

Aspettiamo un video…a quando?
Il video di “TE NE VA”, il singolo che lancia tutto l’album, è uscito agli inizi di ottobre e sta andando molto bene, come anche il singolo stesso che è riuscito a scalare la speciale classifica radio MEI fino al 53 rango.

Beh hai ragione. Ho sbagliato. Questo video è fuori da ottobre ed io l’ho perso alla vista e alla conoscenza. Noi ve lo facciamo vedere per dovere di cronaca e per amore della musica sempre…




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