Il Salotto di Malcom: CHARLIE

339

Ancora nastri rosa in questo salotto di eccellenze dell’underground. Sulla parete levo il quadro di Lady Gaga e lascio quello di Woody Guthrie. Levo le piantane che ho comprato ad Ikea e metto su lampade a cherosene con tanto di maniglioni per portarle lungo i corridoi. Credo di far in modo che Charlie Risso entri proprio nel mentre in cui Joan Baez gira nel mio giradischi in una pregiata versione di “The house of the rising sun”. Insomma levo via il calendario del 2017 e metto su quello del 1960. Il meraviglioso esordio di Charlie si intitola “Ruins of Memories”…ed ecco qui che nel 2017 una giovane della scena indie italiana ci regala un disco che forse sarebbe stato bene nella New York del Greenwich Village. Ed il buon vecchio Malcom si ferma un attimo a consumare il folk di Charlie…

Dietro le quinte della tua vita non c’è l’Italia ma l’America e precisamente quella della costa est. Giusto?
In verità non c’è un progetto preciso in questo senso la traduzione delle mie canzoni è fatta anche di influenze date dagli ascolti di una vita che sono certamente legati al folk americano ma anche alla musica inglese in particolar modo comunque in generale la musica anglosassone. Amo i riferimenti musicali legati a il folk e il Country ma accompagnati sempre da un pizzico di rock!

Quindi la domanda nasce spontanea: ma perché non sei emigrata anche tu in America?
Perché in Europa si vive benissimo in America ci vado in vacanza stra volentieri ma quando posso se posso scappo e vado in Inghilterra.

L’Italia ti va stretta o in italiano non rende bene un certo genere musicale?
Il genere che faccio lo preferisco in inglese. Amo la musicalità delle parole e adoro cantare in inglese senza bambina mi impegnavo parecchio per impararlo e poter comunicare con diverse persone. Inoltre all’inizio cantare in inglese in Italia significava celare un po’ del significato dei testi a tutto tondo, come una forma di timidezza e di riservatezza. Oggi al contrario è un sistema di comunicazione più allargato che può arrivare in Italia in Europa e oltre oceano. Insomma a tutti non ci sono barriere!

Abbandonando la veste del populista e indossando quella del saggio: secondo te oggi, avrebbe mai potuto nascere questo tipo di musica?
In Europa,in Inghilterra in America esistono tantissime realtà come la mia in termini di genere e di gusto.
Infondo questo tipo di musica è un genere molto sincero piuttosto diretto e privo di determinati orpelli che si ritrovano in operazioni di marketing più che di musica vera.
Vuoi mettere la sincerità di Crosby Stills &Nash vs Lady Gaga?

E invece nei panni di musicista (o pseudo tale): Bob Dylan o Joan Baez oggi in uno studio di produzione seduti davanti al mixer digitale. Ti piace come immagine? La trovi realistica questa visione un po’ romantica e un po’ psichedelica se ci riferiamoalla tua musica?
Beh la modernizzazione del digitale ha apportato dei grandissimi vantaggi… certamente la poesia delle lettere di un tempo ricevute nella propria cassetta di casa non hanno eguali se paragonate alle gelide e-mail…Ma la praticità….ha i suoi vantaggi.
Noi abbiamo lavorato un po’ in Take dirette con basso chitarra e batteria nello spirito di uno studio o il style quasi anni 60 e poi ci siamo dedicati all’aspetto più psichedelico dei suoni attraverso il digitale.
Per fortuna rimangono i live, dove poesia e romanticismo prevalgono attraverso le emozioni, le sensazioni e le esecuzioni.

Per chiudere: le rovine della memoria. Pensi che questo disco sia riuscito a pieno a raccontarti oppure sei in cerca del suono e della scrittura che più di ora arrivi dritta alle origini di quel tempo? E in particolare, tra queste tue prime canzoni ufficiali, c’è quella che meno somiglia all’immaginario che avevi di te e della tua musica?
Comincio dall’ultima domanda perché è forse la più semplice. C’è un pezzo che mi diverte, mi piace ma musicalmente mi rappresenta forse meno e se dovessi scegliere un brano per rappresentarmi a pieno non sceglierei “Cigarette” perché è la più swing e si discosta un po’ dal genere anche se la ritengo un buon brano magnificamente arrangiato da Tristan Martinelli ed ha dei fiati deliziosi ed una bella ritmica spensierata.Ma resta il fatto che il testo mi diverte molto. Racconta di una sigaretta che vuole dominare il mondo.
Per rispondere alla prima domanda direi che il mio obiettivo è rimanere fedele a folk e rock nella loro fusione più armonica. Sono contenta del lavoro fatto, mi rappresenta moltissimo. Ritengo di essere stata piuttosto coerente sebbene in futuro non mi senta di escludere esperimenti di diversi accostamenti e sonorità musicali.

Dalla rete pesco uno dei due video: “Ruins of Memories”. L’immagine come il suono tradiscono il futuro. Ma è incantevole come sia competente e squisito il rispetto per un certo modo di rendere omaggio al passato…




Lascia un commento

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.