Il Salotto di Malcom: CAPVTO

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Eterea. Fuliggine meccanica e ferro digitale. Luci a led. Arredo il mio salottino per una bella ragazza che però porta con se la contaminazione industriale degli anni 3000…e non che questo sia un problema, anzi!!! Niente di cibernetica, niente di troppo scontato. Musica di oggi in Italia che però sembra avere radici americane, islandesi, russe. Zone fredde, zone dove è lecito pensare ad esperimenti top secret. Prima si faceva chiamare Valeria Caputo e pensavo al bel folk atmosferico delle regine della canzone d’autore americana degli anni 70. Oggi si fa chiamare CAPVTO e pensare a “BJORK” non porterebbe troppo fuori contesto. Un mood personale ed egocentrico. Visionario ed eclettico. Proprietà lisergiche per un nuovo disco uscito appena ieri. E ci piace…

Ho ascoltato il tuo passato. Ora ascolto il tuo presente. Come nasce questa CAPVTO? Da quale rivoluzione? Da quale pensiero?
La riposta che ti darò è in verità una riflessione amletica. Cosa significa essere? Restare sempre ancorati a se stessi in una situazione di comfort oppure sfidare l’ignoto? Non si tratta di sottrarsi a qualcosa ma di portare alla luce le proprie verità del momento. Ecco di quale rivoluzione si tratta.

Ermetico. Visionario. Psichedelico. Erotico. Disordinato. Cos’altro aggiungeresti?
Aggiungerei caotico e lo sostituirei con disordinato. Il caos riserva in sé un equilibrio creativo. Supernova è un caos nato dal sottile equilibrio tra determinismo e libero arbitrio!

Cosa serve o cosa manca all’Italia per capire questo genere di musica? Perchè se questo disco l’avesse fatto Bjork…
Per rispondere a questa domanda, mi è venuta in mente un’altra domanda: e se mandassi questo disco a Bjork?

Ma Valeria Caputo vive in un’altra casa? In una vecchia casa? O condividete lo stesso appartamento a New York?
Bella domanda! La casa. Per me è proprio un enigma questa parola…ma pensandoci bene credo che condividano lo stesso appartamento e sono molto legate e felici insieme. Ma non so se a New York si troverebbero bene. Al momento sono in viaggio, mano per la mano.

Quanti e quali colori servono per rappresentare questo disco?
Per mantenere la tua poetica risponderò così: per rappresentare questo disco non servono esattamente dei colori, serve chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare. Un po’ come quando sei a mare e il vento ti accarezza la pelle, il suono delle onde ti culla…in quel momento tutto ciò basta a creare la vera sensazione di essere vivi.

Tra tutti vorrei conoscere la genesi di “The Ocean in the Sky”. Di questo avrei tanto voluto vedere un video…
“Ocean in the Sky” è il pezzo più integro di tutto il disco “Supernova”. Intendo dire che per questo pezzo ho usato tantissimi campioni diversi di pezzi diversi del materiale sonoro del mio primo disco. Per altri invece è capitato che usassi frammenti di uno o due pezzi contemporaneamente. Ocean in the Sky, ne contiene molti di più. Forse è così ricco proprio per questo. I timbri e le cellule sonore aiutano la composizione a raggiungere una propria autonomia anche senza bisogno di un testo o di una voce solista. Adoro questo pezzo e ne sono affascinata quanto te. Giuro che anche io vorrei sapere come ho fatto a generarla. Posso essere descrittiva raccontandoti che erano momenti in cui mi sono sentita abbastanza sola da iniziare un buon dialogo con me stessa. In quel periodo ho raggiunto una maturità…è difficile descrivere il momento esatto in cui ne prendi coscienza.
Per questo brano ho sempre sognato un video con tante danzatrici all’unisono che realizzano coreografie morbide ed esotiche, su sfondi fantastici ed astratti belli come le grafiche del primo Walt Disney, per intenderci, quello di Fantasia. Troppo ambizioso forse ma chissà se un giorno riuscirò comunque a produrre un bel video per questo bel pezzo.
Ti invito a seguirmi sul mio sito per restare aggiornato: http://valcap.wix.com/valeriacaputo

Ci sono dischi che portano alla critica, altri che portano al silenzio, altri che portano al disprezzo, altri che portano alla simpatia. E poi ci sono opere che nel piccolo della loro grandezza portano alla contemplazione. Estro che diventa colore ed immagini. Questo è “SUPERNOVA”. Play CAPVUTO