Il Salotto di Malcom: BUCALONE

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Che bella chitarra. Che bel picking. Che bel senso d’America. E che bell’Italia dietro quell’unico brano “Vedrai”. Faccio posto in questo salotto per ospitare tutto il nucleo pulsante di suono e di scrittura di questo disco che si intitola come lui: “Bucalone”. E mi basta solo una sedia perché tutto è stato scritto e suonato (tutto o quasi) dal chitarrista e cantautore (ce io spietatamente definirei blues nell’anima) Marco Viccaro Bucalone. Anime pop, rock, ovviamente soul… anime tutte dentro lo stesso chitarrista. Un gran bel disco, forse appena troppo sfarzoso di tecnica e didattica, ma davvero un bel disco. Benvenuto in questo salotto…

ONE MAN BAND. Ed è da li che parte tutto. Che significa per te “fare tutto da solo”?

Beh, fare tutto da solo significa avere la libertà di esprimere tutto ciò che ti scaturisce la musica in modo autonomo e divertente, avendo il pieno controllo della musica “loopata” con una sola chitarra acustica, un microfono e una drum machine…insomma…quello che pratico io da parecchi anni.

Non trovi sia un controsenso con la vita dell’artista che dovrebbe invece celebrare l’incontro con gli altri?

Penso proprio di no. L’incontro con gli altri si celebra ugualmente a prescindere dall’artista che sei. Esistono artisti solisti, duo, band che collaborano e si confrontano condividendo così la passione che li accomuna. Sebbene il mio progetto cantautoriale sia gestito da una sola persona, non è detto che non ci siano persone che mi aiutano e mi consigliano cosa è meglio fare. Da persona scrupolosa cerco sempre il parere da chi mi vuole bene.

Non hai paura che suonando tutto da solo ti confini all’interno del tuo modo di vedere e di essere?

Ma no! Non vivo di egocentrismo o di leaderismo! Semplicemente mi diverto a comporre musica da solo, in modo autonomo e , riguardo ai live, mi piace ricreare i brani scelti all’ultimo momento e senza averli mai provati giocando con la loop station e senza l’aiuto di basi preregistrate o di una band di supporto. Ma si sa, la vita è imprevedibile…magari l’anno prossimo impazzirò e farò un featuring con qualche artista famoso. Mai dire mai.

Nonostante i miei timori, questo disco spazia in ampie vedute e colori. Di base sei un uomo dal gospel facile o sbaglio?

Diciamo che l’album è un viaggio verso quelli che sono i miei gusti musicali preferiti e i brani rispecchiano i vari stati d’animo che sento e provo nella quotidianità : dall’animo rock all’animo folk passando per quello pop a quello classico e lunatico.

Quanta televisione serve ad un cantautore oggi?

Ai giorni nostri il passaggio in televisione è fondamentale per la carriera di un cantautore ed è lo stesso motivo per cui ho partecipato a format televisivi come Celebrity the Talent Show su Sky Vivo,“Mezzogiorno in famiglia” su Rai2 e ultimamente XFactor in Romania. Purtroppo non ci sono più i manager di una volta che girano per i locali alla ricerca del talento. Ora come ora vogliono l’artista già pronto per essere sfruttato, spremuto come un limone ed essere dimenticato nel giro di pochi mesi (e chiudo qui la polemica!). Credo che la tv sia uno dei pochissimi mezzi per poter avere visibilità e attenzione da chi ancora da valore alla musica. Io… “speriamo che me la cavo”.

E per chiudere: un prossimo video in cantiere?

Di sicuro ci sarà un altro singolo da “sfornare” per la metà di Marzo, sempre estratto dall’album Bucalone con tanto di promo radio e video in tutta Italia ed Estero quindi #StayRock #StayBucalone .

E quindi pesco dalla rete questa leggerezza di chitarra acustica intitolata “Keep me in love” dove sempre e per sempre esce fuori l’anima di New York, il buon gusto italiano degli archi che ne fanno corredo, e il tempo che passa. Questo maledetto tempo che passa…




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