Il Salotto di Malcom: BOBBY SOUL

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Spolvero o lascio in disordine? La bottiglia di Rum quella la lascio ma i mozziconi di panino sinceramente no. I mozziconi di sigaro decisamente si. Libri ovunque. E poi lascio anche una luce soffusa, sul rosso ma che non sia troppo volgare. Non parliamo di eros. Parliamo di vecchie leggende popolari. Parliamo di come tra Genova e Civitavecchia ci siano 12 lanterne… che poi cosa significhi di preciso ancora l’ho capito per bene. Ma poco importa perché sale e si accomoda il principe in carica del Soul indie italiano: BOBBY SOUL. Lui che aveva una elettricità di suono oggi con i Blind Bonobos (e qui l’eros è richiamato a pieno) suona in acustico un disco che intitola appunto “Dodici lanterne” e su questo tema fa correre tracce di storia e di fantasia tra personaggi e contesti lasciando anche lo spazio per qualche intermezzo audio di vita normale che normale non è… forse i personaggi più accidentali e surreali sono proprio quelli della realtà quotidiana di Bobby Soul. Un disco da sfogliare più che da sentire. Tanto di cappello maestro…

Canzone in bilico tra finzione e realtà. Ma lo sai che il tuo sound acustico l’ho interpretato con coerenza rispetto ai temi di questo lavoro? Cioè qualcosa che non è reale ma forse anche si… come a dire, ma possibile che Bobby Soul fa qualcosa di simile? Forse…
Sì, il suono è più che reale, è esattamente quello che da un po’ di anni stiamo portando in giro ai concerti, il sound scarno ed essenziale di una chitarra acustica equalizzata sulle basse, una stomp box e alcune percussioni leggere. E molte delle storie che compongono le canzoni nascono da incontri reali, fatti lungo i nostri viaggi in musica.

Ma è una nuova direzione quella che stai prendendo?
Diciamo che ho deciso di lasciare decidere un po’ al destino, grazie a questa essenzialità siamo in grado, in due, di fare tantissimi concerti e questo suono lo abbiamo sviluppato proprio facendolo dal vivo e non progettandolo in uno studio. In più sento l’esigenza di scrivere testi che riguardino meno le mie emozioni e siano invece piccole storie. Ecco, mi definirei in questo momento un cantastorie con uno sguardo al lato bizzarro e inusuale della realtà, ma con radici musicali che restano ben radicate in quello che frequento da sempre, cioè la musica afroamericana

Blind Bonobos? Future certezze o parentesi con cui giocare di quando in quando?
Ormai Blind Bonobos è una certezza da molti anni, siamo un gruppo però modulare, cioè accanto a me e al chitarrista Alessio Caorsi spesso ci sono molti altri musicisti, abbiamo pertanto un’ossatura essenziale ma una grande apertura a collaborazioni e a jam spontanee. Per cui non so dire cosa accadrà in futuro, il gruppo (e il suono) potrebbe allargarsi. Ho comunque altri progetti, per esempio sta per uscire un album con un gruppo House Funk che si chiama La Cosa (con Tarick1 dj e Jacco dei Meganoidi al basso) con brani originali e in inglese

“Dodici lanterne” secondo te, in uno scenario di oggi assai indie, nudo, crudo e soprattutto veloce… che spazio potrebbe ricavarsi?
Questo davvero non so dirlo. Credo che il nome “Bobby Soul” sia qualcosa che tiene istintivamente lontano a noi il mondo del cantautorato indie contemporaneo. Non credo di essere mai stato particolarmente amato, per esempio, da un sito come “Rockit” che è un po’ il tempio della Indie italiana.

Bella l’idea di mettere degli intermezzi di dialoghi e di vita quotidiana… un vero ritorno al passato anche questo…
Sì, ci è piaciuto mettere alcuni interventi (rubati alla realtà) di questo nostro amico, Il Pennellone (al quale abbiamo anche dedicato una canzone), un personaggio davvero incredibile, una specie di oracolo cittadino ossessionato dalle scale musicali e dal “Mibemolle” :) Questo per dire che abbiamo cercato di mettere una buona dose di ironia in tutto il lavoro

E con il singolo “Oshio si è fermato a Uscio” direi che non si restituisce un quadro degno di essere tale per questo disco. Nel senso che dentro queste 20 tracce secondo me ci sono perle di maggiore importanza… come per esempio quel noir quasi da Lunedì Cinema che è il brano “Ho scelto te” smuove della nostalgia domenicale fatta di polvere che sinceramente adoro. Ma anche questo è Bobby Soul. Punto e a capo.




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