Il Salotto di Malcom: Andrea Grossi

668

Tempo di bella canzone d’autore. Domani 16 Ottobre esce il nuovo disco di Andrea Grossi, francesissimo nonostante sia italiano, jazzato a macchie di leopardo e swingato com’è swingato uno shuffle di batteria rigorosamente armati di spazzole che gira e rigira nell’aria. In questo salotto ci faccio entrare soltanto chi ha a che fare con la follie e le sue informe nudità…e l’ospite di questo giro purtroppo alla follia dice addio, piano piano. Il nuovo disco si intitola “Concreto/Astratto”. Un ponte tibetano di comunicazione traballante – se mai ve ne sia uno possibile – tra le irregolarità divenute metastasi del sentimento e la matematica razionale della struttura di cemento. Grossi con questo nuovo disco si è messo a parlare di cose normali. Ma ancora non ha abbandonato lo shuffle di cui sopra, ancora non ha messo del tutto piede in Italia. Dalla sua finestra c’è forte odore di provenza…

Concreto / Astratto. Quale dei due dobbiamo considerare per conoscere Andrea Grossi?
Ti rispondo volentieri: entrambi. Ho sempre avuto un lato più “astratto”, sognante e un lato più “concreto”, più attento alla realtà che mi circonda. Se per “Rossi intimi ascolti” la mia attenzione nella scrittura era rivolta quasi esclusivamente all’amore, in questi cinque anni ho voluto dedicarmi anche ad argomenti diversi, di più ampio respiro sociale. È una fotografia del periodo che umanamente sto vivendo. Il primo disco era uno scatto sull’amore, sul colpo di fulmine. Il secondo non poteva che essere diverso, anche nel parlare di amore.

Dal pop allo swing. Mille facce come una. La tua?
Mi piace muovermi. Mi piace da sempre la diversità, in tutti i campi della vita, non solo nella musica. La diversità è una ricchezza e mi piace avere nel mio album generi diversi da portare all’orecchio dell’ascoltatore. Non è un’ossessione. Semplicemente mi piace lasciarmi guidare dalle suggestioni che ogni brano mi regala. Anche voce e chitarra mi sembra che ogni canzone porti ad una sonorità abbastanza precisa. Seguo i suggerimenti e assecondo queste sensazioni

Appendiamo alle pareti un paio di vinili ciascuno. Io scelgo Pink Floyd e Guccini. Tu?
Pink Floyd li avrei scelti io. Guccini mi piace ma non è tra i primi che “appenderei al muro”. Magari Queen e De Andrè… ce ne sarebbero (per fortuna) molti altri.

Crisi e intima introspezione. Poi vivace ironia e quel piglio di chi la sa lunga. Insomma: denunci qualcosa o ne fai una ironica presa di coscienza?
La diversità è un buon punto di partenza per affrontare questo viaggio. In scaletta si possono trovare momenti di denuncia, ma anche spunti di riflessione per l’ascoltatore, che non implicano risposte già date. Giudicare non mi piace molto, adoro l’ironia.
Sono comunque un essere umano e posso permettermi qualche sconfinamento a questa rigida dottrina.

Dal vivo Andrea Grossi è un romantico ispiratore oppure un giocoliere di scena?
Al tempo del primo album ti avrei risposto tranquillamente “un romantico ispiratore”. Con questo nuovo lavoro credo di aver ampliato l’esperienza del concerto, grazie alle nuove tematiche inserite in “CONCRETO/ASTRATTO”. Mi piace pensare che ogni album sia un po’ una fotografia di un periodo dell’autore. Il concerto racchiude questi periodi in un evento unico. Si possono ascoltare sguardi diversi e produzioni artistiche distanti nel tempo. La persona che canta è sempre la stessa, ma è cambiata e le canzoni l’hanno inevitabilmente seguita. Questo è il mio modo di scrivere e vivere la musica.

Tra le righe di questo disco cosa si nasconde? Cosa è rimasto fuori? Qualcosa invece non è venuta come ti aspettavi?
Tra le righe credo si nasconda un passaggio tra il primo album e quello che verrà. È un disco che contiene un contrasto, esplicitato molto bene dal titolo. Mi piace avere un filo conduttore nella produzione di un album, come è stato per “Rossi intimi ascolti”. Credo che il prossimo disco ne avrà uno, diverso ovviamente.
Fuori è rimasta una canzone sull’immigrazione. Era pronta ma ho deciso di non inserirla. Sarà sicuramente presente nella prossima produzione. Non credo ci sarà il rischio (purtroppo) che il tema passi di moda. Sono a favore della libera circolazione delle persone, meno di come questo fenomeno, che considero naturale, viene trattato. Sono molto esigente quando si tratta della mia musica. Purtroppo non posso risponderti alla domanda. Il mio orecchio non riesce ad essere molto sincero, a proposito di un disco che ho scritto e registrato, che ho visto nascere e diventare grande. Attendo le impressioni di chi lo ascolta per la prima volta, con tanta curiosità.

Storia di bella canzone d’autore. Storia di piccole frasi e di grandi emozioni. Poi in rete c’è il video del singolo e si torna a parlare di concretezza. C’è molto altro in queste tracce. Domani me lo saprete ridire. Play Soflty.