Il Salotto di Malcom: Andrea Gioè

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Direi che del pop leggero italiano non è che proprio proprio vada pazzo. Diciamo piuttosto che lo lascio scivolare preso vittima dal pregiudizio che poi alla fine sia un rimescolare continuamente le stesse cose. Diciamo che ospitare in questo salotto il cantautore siciliano Andrea Gioè è un gesto che parte con la consapevolezza di far fatica a digerire sempre il solito minestrone. Eppure devo ricredermi. Certamente non del tutto, sia chiaro… sarebbe una forma mitologica questo Gioè. Ma diciamo che il motivo per farmi oltrepassare la staccionata del “già sentito” è arrivato ed è arrivato prepotente. Con questo disco “L’Ottimista!” che a suo modo vuol essere un pregiato best of della sua vita con 3 inediti scritti di fresco pugno e tante sue vecchie diapositive, importanti diapositive, rivestite di suono nuovo, Andrea Gioè mette in scena una cosa che ormai si è persa quasi ovunque: l’onestà intellettuale di essere in arte quel che l’uomo è nella vita. Di certo non è un disco che rivoluziona il mondo e gli ascolti, si gioca carte assai produttive e punte di fascino laddove è il francese (sua seconda pelle a quanto pare) a colorare di gusto il tutto. Però è un disco sincero, di un uomo prima ancora che di un artista affamato di successo. Dunque ben arrivato ad Andrea Gioè. Benvenuto in questo salotto di musica…

Pop leggero italiano. Direi che possiamo definirla così la tua musica. Sei d’accordo?
Si io sono Pop – Rock che allo stesso tempo si diverte a spaziare di tanto in tanto con altri generi, diciamo che non mi annoio mica!

E mentre oggi ricercano il noise digitale, la contestazione sociale, la rabbia da sfogare… tu?
Io porto me stesso e quello che mi passa per la testa senza pensarci più di tanto, la gente se deve apprezzarti lo deve fare per quello che sei e non per quello che loro vorrebbero tu diventassi. Nelle mie canzoni parlo prevalentemente della mia vita ma anche di rabbia, cronaca, religione eccc…

Nel singolo annunci una tua rinascita: cosa vuoi intendere?
In Andrea!(…sto rinascendo) annuncio il mio ricominciare da zero dopo anni di amarezza e periodi bui in cui saresti stato pronto a mandare a fanculo tutto ed invece da buon ottimista ho trovato il coraggio e la forza di rimettermi in gioco sempre e comunque a testa alta.

Ma sei francese o per qualche ragione conosci il francese?
Ho vissuto per 5 anni a Lourdes in Francia, diciamo che ormai sono bilingue, due anni fa ero pure tentato dal richiedere la doppia cittadinanza pero’ poi nonostante abbia vissuto delle importanti esperienze sui Pirenei che ho immortalato in musica sul nuovo brano “Tu seras le Midi” ha prevalso il desiderio di casa, Palermo “à me Sicilia Bedda”.

E restando sul pezzo, questa doppia produzione italo-francese: chi ha vinto? Cioè cos’è stato più efficace, lavorare in Italia o in Francia?
Entrambe efficaci perché ho una buona fetta di pubblico francese che a distanza continua a seguire il mio percorso musicale con grande apprezzamento verso le canzoni italiane e allo stesso tempo continuo a trovare di gradimento comune brani come “Je suis une star” o “Un regard, une image” dal pubblico italiano.

Ormai siamo tutti vittime dell’apparire ed il pop contemporaneo non è altro che una mera distesa di estetica industriale per apparire. A quanto pare non è vero per tutti. Ed io, pur non amando il genere, lo confesso, metto su questo bel disco acqua e sapone. Nudo ed onesto, come mamma l’ha fatto.




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