Il Salotto di Malcom: AMELIE

809

Bella AMELIE!!! Allora mi tocca dare una pulita in casa e una pettinata, tiro fuori il vestito delle feste e appendo alle pareti i quadri di Monet. Francese lei che di francese ha quasi niente. Amelie non vive in un magico mondo ma tra i led artificiali di un’Italia metropolitana che attinge dell’Est e dall’Ovest industrializzato per sentirsi più in linea con chi il mondo ormai lo vive anni luce più avanti del nostro perbenismo provinciale. Amelie è italiana, Milanese acquisita mi dicono. Amelie canta in italiano e in questi giorni la guardiamo nel suo nuovo video “MESSAGGI”. Nenia digitale, canzone d’autore popolare che di provincia non si veste ne si tinge. Tutto sempre molto cittadino, politicamente corretta e privi di bandiere colorate. Amelie e il suo disco “Il Profumo di un’Era” sembra quasi venga dall’Inghilterra delle volte, quando spulcio dischi di quel pop la…Amelie sembra provenga dal DUB, a tratti (non so perché) la vedrei ben inserita in collettivi di rivolta. Amelie viene dalle nostre città e non aggiungiamo altro che altro non serve. Apro le porte alle sue grazie e all’eleganza femminile, musica rosa che sottile si muove danzando sul filo di un equilibrio precario del cuore e dell’anima di una persona in fondo fragile come questa musica, come questo brano che spesso sembra sussurrato più che urlato alla ricerca accademica di note. Emozionante se letto tutto con chiave giusta.

POP Italiano Vs Resto del Mondo. Chi vince secondo te?
Se facciamo riferimento solo al pop odierno da “supermercato” perdiamo con assoluta certezza. Se parliamo di pop raffinato, autentico e intriso di quella buona tradizione cantautorale e, allo stesso tempo, di sonorità moderne o “modernamente” vintage, reggiamo il passo. Insomma, dipende a quale sfaccettatura del pop ci rifacciamo. Il termine Pop è troppo troppo vasto. C’è da dire che è luogo abbastanza comune il sottovalutare continuamente l’Italia. Bisognerebbe considerare le tante cose buone di cui possiamo vantarci. Sennò è inevitabile rifugiarci continuamente all’Estero.

E invece AMELIE Vs Resto dei dischi? Come sei piazzata in questa “gara”?
Il mio è un disco che non segue imposizioni, regole o esigenze di vendita. Tutto quello che ho scritto e cantato nasce da determinate influenze, studi, desideri, necessità di raccontare quello che mi circonda attraverso il mio filtro personale. Proprio grazie a questa libertà espressiva è un disco vario, con canzoni rock, pop, cantautorali, noir, con tematiche sociali, ma con anche canzoni solari, delicate e intime. Non c’è una definizione reale per il mio disco. Non si tratta realmente di Pop, né di Rock, né di musica elettronica. C’è tutto ma con un unico filo conduttore: il tempo inteso come un insieme di “Ere”. Pertanto ci sono riferimenti a tempi passati, presenti e futuri (o per le tematiche o per il tipo di arrangiamento realizzato). Se invece parliamo di “gare” intese come competizioni o classifiche, non mi interessano. Sono arrivati bei riconoscimenti che mi hanno dato sicuramente grandi soddisfazioni. Nel 2015, gli ultimi sono stati “Targhe d’Autore” a dicembre (per la realizzazione di uno dei 7 migliori dischi dell’anno in ambito indipendente e di autoproduzione) e “StartArtist” per EXPO Milano a maggio (che ha premiato “Il Profumo di un’Era” tra i migliori progetti internazionali). Quando penso ai riconoscimenti vari però me li godo e basta, non considero mai quello che hanno ottenuto altri dischi, anche perché non saprei proprio con chi sentire questa “gara”: con gli artisti nazionali sotto major non ha alcun senso, con gli altri indipendenti invece mi sento solidale. L’unica vera gara è quella con se stessi, per superarsi sempre e fare di meglio ogni volta senza adagiarsi sugli allori.

Che poi alla fine non sembra tutto come una gara? Come la vedi? Tu che di concorsi ne hai fatti e vinti tanti anche…
Credo che la musica non debba mai essere gara. Guai se lo diventa. La musica deve essere confronto, condivisione. La competizione in generale è una cosa che non mi appartiene, né nella musica, né nella vita. I Premi fatti sono stati tutti occasioni di incontri, di crescita, di stimolo. Come disse una volta (al Premio Lunezia) Niccolò Fabi :“ i premi sono come tappe di un percorso in salita durante il quale puoi avere il merito e la fortuna di trovare qualcuno che ti fornisce sorsate di acqua fresca che ti permettono di andare avanti con più forza”. Le “gare” musicali le lasciamo alla televisione. C’è anche da dire che le gare divertono più il pubblico che gli artisti. Questi ultimi spesso non le vedono nemmeno. Ai premi a cui ho partecipato, sono andata con il desiderio di poter esprimere me stessa attraverso la mia musica, senza mai pensare di creare paragoni con colleghi. Anzi, devo dire che quasi in tutte le esperienze ho vissuto climi davvero amichevoli e solidali.

“MESSAGGI”. Dicci davvero cosa di personale si nasconde dietro un brano così intimo…E di tutto questo disco, come mai la scelta di sottolineare proprio questo brano?
“Messaggi” è un brano “spirituale”. In questo particolare momento storico e sociale, ho scelto di dare spazio a questa canzone perché ritengo sia importante far riflettere sulla propria essenza, sulla propria autenticità, sulla propria interiorità. Ogni cosa è dentro noi. “Non può un diamante riflettere solo a metà”: non siamo fatti solo di apparenza. Siamo essenza. E anche questa deve venire fuori. Questa canzone ha preso un senso ancora più importante dopo un brutto incidente stradale fatto lo scorso anno. In quella occasione ho capito che i miei Angeli mi avevano ascoltata e protetta. Non so di che tipo di Angeli si tratti. Non parlo di figure “religiose”. Parlo di figure nelle quali ognuno di noi cerca protezione e risposte.

Sfogliando i brani de “Il profumo di un’Era”. Di sicuro cambiano i suoni, ci contaminiamo di soluzioni e di nuove frontiere…ma anche in questo disco la domanda nasce spontanea: quanto siamo figli e fratelli di quei magici anni ’80?
Personalmente tantissimo. Sono cresciuta musicalmente con gli anni 80. Il mio idolo in assoluto è Michael Jackson, quindi puoi capire che ho passato tutta la mia infanzia e prima adolescenza ad ascoltare quel tipo di sonorità. Sono sbocciati poi gli amori per i Depeche Mode, i Cure, Bowie, Queen….Crescendo mi sono avvicinata pian piano anche alla musica italiana, che proprio tra gli anni settanta e ottanta credo abbia dato il meglio in assoluto (Battiato, Battisti, Gaber, De Andrè, Ciampi ecc ecc). Tra cantautori, interpreti, produttori, musicisti e compositori, sono stati anni d’oro. Impossibile dimenticarli. Li considero davvero patrimonio dell’umanità :D

E allora gira girando questo nuovo singolo, questo nuovo video, queste nuove immagini che di lei conserverò a lungo. Mi salta in mente la figura di un bimbo che corre in un campo di grano. Inseguendo il sole nel suo immaginario, orizzonti oltre le spighe alte una spanna più di lui. Messaggi da mandare agli Angeli…Amelie