Il ritorno in Grande stile degli Smokey Punch, con il loro nuovo lavoro “Don’t play this at home”

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Sono qui con l’ennesima sigaretta della mia giornata, che inalo con fatica visto il pungente caldo di fine giugno, e decido di rompere questa monotonia ascoltando il nuovo lavoro degli “Smockey Punch” “Don’t play this at home” disponibile da maggio sulle principali piattaforme musicali. Il gruppo ha già fatto parlare di sé in passato con un’ampia serie di concerti e tournée all’estero.

La consolidata band pop punk parmense è composta da: Matteo Amico (voce), Andrea Puglia (basso), Michele Casalini (Chitarra), Davide Vecchi (chitarra) e Marco Crivaro(batteria). Le canzoni degli Smokey Punch trattano argomenti prettamente frivoli: Feste scatenate, ragazze da sogno, amicizia, complicazioni sentimentali, senza mai scadere nel volgare ma con ampie dosi di ironia e sarcasmo. E dopo essersi rimboccati le maniche per questo terzo lavoro (precedentemente nel 2013 l’omonimo “Smockey Punch”, il secondo del 2014 “The Fool”, e la cover dei The Cure “Friday I’m in love” nel 2017) sono nate le nuove 12 tracce che mi sono divertito ad ascoltare, sempre tra una sigaretta e l’altra, ma sicuramente non annoiato come prima dell’ascolto.

Sin dall’incipit del titolo “Don’t play this at home” veniamo avvertiti, per i deboli di cuore e poco propensi all’azzardo questo non è il tipo di sound con cui approcciarsi. Ritmi frenetici tipici del pop punk, chitarre distorte e ritornelli orecchiabilissimi richiamano ai Green day, Sum 41, Blink 182, dell’epoca aurea del pop punk. Dall first track “Way outta Victorville” rampanti bassi e dirompenti chitarre, con l’aggiunta dei cori è radicamento e prolungamento di questo album. Tematiche della quotidianità, della vita sociale, sentimentale vengono tratte in canzoni come “Sea wolves”, “Sneaky love”, con istrionica ironia senza mai sfociare nella mera volgarità. L’album si completa con “Dynamate” uscita già come singolo nel 2017, anticipazione e collante dell’intera filosofia del gruppo.

Dynamite è difatti il reale significato di quello che rappresenta la band: il desiderio di 5 amici, cresciuti a colpi di pop punk, di fare la propria musica, focalizzandosi sempre sulla vera amicizia che li lega. All’origine di tutte le avventure ed esperienze condivise, il ricordo più bello è sempre legato agli amici con cui sono stati creati questi momenti, è quindi un suonare per divertirsi, una condivisione di arte e fratellanza, che è principio primo di tutta l’arte.

Per avermi fatto divertire e staccare dalla mia routine quotidiana sarei propenso a un otto per questo Album ben riuscito, ma analizzando l’intera storia del gruppo e il messaggio finale che ci danno, ovvero fare di un’amicizia, una passione e perché no un lavoro, si conquistano un più che sincero nove, e soprattutto tutta la mia invidia.

9/10

 




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