IL NUOVO GRUNGE DI LOST DOGS LAUGHTER

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LOST DOGS LAUGHTER – OUT OF SPACE (autoproduzione)

Guardano dritto alla Seattle di gente come Chris Cornell o Alice In Chains i Lost Dogs Laughter. E lo fanno con cognizione di causa e una buona capacità di scrivere fluenti ballate psichedeliche, con esplosioni di riff pesi quando serve, per alzare la tensione lirica dei brani. Ascoltare Words Unknown per credere. Non disdegnano comunque anche ritmiche più “uptempo” costruendo cavalcate elettriche alla Screaming Trees. Da lavorare un po’ sulla pronuncia inglese. E poi a risentirci al prossimo

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Allegra, triste, spensierata, impegnata

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di
produzione della stessa?

Il nostro ultimo lavoro si chiama “Out Of Space”, ed e’ il nostro disco di esordio.
Alcune delle canzoni presenti nell’album nascono nel periodo in acustico della band. La voglia di tornare sui palchi a fare un po’ di casino ci ha portato sempre di piu’ a aggiungere distorsioni e riff, scrivendo nuovi pezzi direttamente in elettrico, e cosi’ siamo arrivati ad Out Of Space dove crediamo si possa trovare un mix di tutto ciò che noi siamo, dagli aspetti più melodici a quelli più “rabbiosi”.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Più che altro come reagirebbero gli amici! :)
A parte gli scherzi, è una pratica che purtroppo e’ nota nell’underground. Sicuramente la poca voglia delle persone di andare in un locale per sentire un gruppo sconosciuto (che non faccia solo cover) è parte del problema. D’altro canto anche i locali potrebbero investire per curare di piu’ la componente artistica.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Venendo da un’epoca pre-social abbiamo sicuramente qualche difficoltà a comprendere la velocità
con cui la musica ormai deve essere fruita. Sono comunque un’ottima opportunità per raggiungere persone che solo col passaparola difficilmente potrebbero ascoltarci (clamoroso e’ l’esempio degli Arctic Monkeys e del loro MySpace).
Per quanto ci riguarda utilizziamo principalmente Facebook, Instagram, e ReverbNation. Con l’inizio dell’attività live sarà ovvio aumentare anche la quantità di materiale condiviso.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Siamo stati a numerosi concerti nei vari locali di Roma. Per quanto riguarda la scena indie/underground sicuramente c’e’ tantissima qualità che pero’ stenta a decollare.
Abbiamo conosciuto nell’arco degli anni numerosi gruppi per noi validissimo che pero’ non sono più in attività in quanto fare il salto e’ decisamente un’impresa, purtroppo. Non parliamo soltanto di mainstream ma anche il “salto” che ti permetta ad esempio di vivere di musica originale, ancora quasi utopia.




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