IL CALEIDOSCOPIO MUSICALE DI MAC & THE BEE

285

MAC & THE BEE

ONE OF THE TWO

AUTOPRODUZIONE

 

I  brani  del  disco  nascono  dall’apporto  e  dalle  esperienze  che  ogni  uno  degli  elementi  ha  come  bagaglio  culturale,  Federico  proviene  dal  metal  e  dal  grunge  ma  attualmente,  col  suo  progetto  solista,  dal  folk  di  matrice  inglese,  Antonio  dal  progessive  e  dall’elettronica,  Daniele  dallo  stoner  e  dal  grunge,  Bruno  dal  Jazz,  dalla  fusion  e  dal  funky.    Le  influenze  dei quattro  si  amalgamano  grazie  all’elettronica  e  ad  un  paziente  lavoro  in  fase  di  composizione,  vengono  analizzati  i  brani  quasi  nota  per  nota,  e  tutto  è  teso  al  funzionamento  del  brano.  La  copertina  del  disco,  curata  da  Margherita  Piu,  è  tratta  dal  quadro  dell’artista  Pastorello “Uno  dei  due”, che  dà  anche  il  titolo  al  disco,  ONE  OF  THE  TWO.  Il  senso  del titolo  sta  proprio  nella  dualità  che  ogni  uno  di  noi  ha.  Tutti  abbiamo  una  sorta  di  lato  oscuro  che  bisogna  tenere  sotto  controllo  e  cercare  di  gestire  e  veicolare  in  modo  da  usarlo  come  energia  artistica.  Nelle  tracce  del  disco  si  respira  questo  dualismo  che  ognuno  degli  elementi,  chi più  chi  meno,  ha.

 

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

La musica dei Mac and The Bee è un crossover tra rock ed elettronica, ci date voi una mano a trovare gli aggettivi giusti? :)

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

L’ultimo lavoro si chiama One of The Two, è nato dopo circa quattro anni di lavoro in comune sia in studio che dal vivo, anni in cui abbiamo avuto modo di approfondire il nostro rapporto, che va anche oltre la band stessa, e quindi di conoscerci molto bene. Questo ci ha consentito di poter lavorare a fondo su ognuno dei nostri brani.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Male…scherziamo

La buona riuscita di una serata è dovuto all’impegno di entrami i soggetti, organizzatore e band. Ma è compito di chi organizza garantire al gruppo un buon afflusso di pubblico, con un pubblicità adeguata e individuando una location adatta al progetto che si intende proporre.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono mezzi di diffusione potentissimi, e noi ne facciamo largo uso. Al tempo stesso sono a volte dispersivi e confusionari per l’eccessiva mole di informazioni.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

il 90% dei concerti che andiamo a vedere sono di band conosciute più o meno a livello locale, per noi questa è la scena indipendente. L’underground indipendente è indispensabile, è la base di partenza e spesso volentieri di arrivo e permanenza.




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.