IL BLU DI IERI… LA NEW WAVE DI VALENTE

375

VALENTE – Il blu di ieri (Soviet Records/Audioglobe)

VALENTE ha appena ultimato la realizzazione del suo nuovo album, “Il Blu di ieri”, registrato presso il Q Recording Studio di Milano e il Virtual Studio di Treviso, prodotto da Andrea Lombardini , basso, alle chitarre Alberto Milani, Dario Volpi e Xabier Iriondo (Afterhours) , Emanuele Maniscalco alle tastiere e Phil Mer alla batteria; al sassofono Paolo Porta, ad arricchire di suggestive venature jazz contemporanee e black il suono generale; le coordinate del nuovo lavoro di VALENTE sono il ritorno ad un beat più sostenuto e a certe atmosfere elettro pop e new wave del suo esordio, il tutto sostenuto da una forte inventiva melodica e da un sound coerente con la ricercatezza del precedente “Cambiamori”.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Mi piace la definizione art rock, aggettivi: ritmicamente potente, melodicamente passionale, musicalmente suggestiva, liricamente evocativa.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Titolo, “IL BLU DI IERI” di Valente. Dai primi demo che realizzai nel mio home studio è iniziata una fase di arrangiamento con l’aiuto del produttore artistico e bassista Andrea Lombardini, per poi andare a registrare alla studio Virtual di Treviso, alla regia Andrea De Marchi, la sezione ritmica con Lombardini al basso e Phil Mer alla batteria, le parti di chitarra con i chitarristi Dario Volpi e Alberto Milani, le tasietre con Emanuel Maniscalco. A milano al Q Recording studio, Antonio Nappo alla regia, abbiamo registrato tutti i vocals e le parti di assonno di Paolo Porta nonché alcune parti di chitarra suonate da Xavier Iriondo (Afterhours). Il mastering è stato realizzato a Vicenza al Basement Studio di Federico Pelle. Nel frattempo la label veneta Dischi Soviet Studio ha manifestato un forte interesse per il materiale che stavamo registrando e alla fine il disco in digitale, cd e vinile viene pubblicato proprio d altro, distribuzione Audioglobe/Believe.
Le coordinate del nuovo lavoro sono il ritorno ad un beat più sostenuto e a certe atmosfere elettro pop e new wave del suo esordio, il tutto sostenuto da una forte inventiva melodica e da un sound coerente con la ricercatezza del precedente album del 2016 “Cambiamori”.
Volevo registrare un disco che tenesse conto dei miei esordi new wave e synth pop con il mio primo progetto, la band Art Déco (il cui materiale è stato ristampato di recente in vinile dalla label milanese Fonogrammi Particolari), addirittura riprendendo dei brani inediti che avevo composto allora con nuovi arrangiamenti (ce ne sono tre all’interno del disco): i miei riferimenti sono la new wave e il psot punk degli 80’s, Japan, Roxy Music, Ultravox, e Bowie, specie l’esperienza di “Blackstar”: infatti l’uso del sax e di musicisti di estrazione jazz sono stati una scelta che va in questa direzione e coerente col mio precedente “Cambiamori”, con l’intento, questa volta, di aggiungere molto più beat grazie ad una potente macchina ritmica come quella fornita da Phil Mer alla batteria e da Andrea Lombardini, il cui basso fa da collante a tutto il sound spaziando da linee minimali a sofisticate digressioni col fretless bass.
Andrea Lombardini è l’arrangiatore e il produttore artistico: con lui fin dall’inizio siamo partiti privilegiando la ricerca del ritmo e del groove per tutte le song che avevo già in fase demo proposto con un abbondante uso di keyboards e ritmi sostenuti.La scelta però è stata di “suonare” tutto, senza utilizzare né drum machine né sequencer e anche là dove si percepiscono sequenze, sono solo il frutto di un uso creativo di effetti utilizzati creativamente su basso e chitarre. Le tastiere sono state suonate da Emanuele Maniscalco soprattutto col gusto di estrarre suoni particolari. Dario Volpi ha registrato le parti di chitarre più delicate e raffinate (“Sogni di te” ), Alberto Milani, già protagonista del precedente “Cambiamori” ha donato, come è suo stile, graffi rock e texture ambientali dal mood malinconico (“Volume Altissimo”) e post-rock, Xabier Iriondo (Afterhours, Bunuel e molti altri) ha inserito elettricità pulsante (“Il Blu di ieri” “Giardino”). La jam finale sulla cover version dei Cure “All cats are grey” coinvolge tutti i musicisti e dà risalto alla deriva free del sax del jazzista torinese Paolo Porta, altro protagonista di un po’ tutto il disco con l’intento di colorare di un mood più black e free la materia rock wave dell’album.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Direi che faccio il musicista non il p.r. o il riempi locali; direi che una volta i locali avevano un loro pubblico perché avevano una loro ben distinta personalità e la musica live era un valore aggiunto per questi club, che creava l’atmosfera del locale e lo rendeva , secondo il genere, unico.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono ormai un mezzo di comunicazione potente, che non si può ignorare, soprattutto per il contatto diretto che che tra artisti e utente finale. quindi per noi sono molto importanti.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

quando posso vado vedere la scena indie, specie del mio territorio, Venezia, e ne ho visti almeno quattro; l’underground indipendente prosegue quell’idea del “do it yourself” nata col punk e poi con la new wave, ed è un concetto al quale sono molto affezionato, soprattutto perché la libertà espressiva è più garantita e l’indipendenza dalle sole regole del mercato è più facilmente raggiungibile, con i suoi pro e contro, naturalmente. Underground, poi, significa anche ricerca, sperimentazione, avventura artistica.




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.