I “Two Birds One Stoned” si raccontano al pubblico di Radio Tweet Italia

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Ciao Two Birds One Stoned, presentatevi al pubblico di Radio Tweet Italia

Ciao, noi siamo Alberto Santinon e Marco Duse, due ragazzi da Treviso con la passione per la musica. Alberto è la voce e la chitarra del gruppo, mentre Io (Marco) sono il motorino dietro la batteria.

1.Come mai avete optato per avere una formazioni a due chitarra, batteria?!

Veniamo tutti e due da realtà musicali diverse, Alberto ha suonato per anni una band Metal core (Reign Over Me), mentre io venivo da un’esperienza Rock indie in stile Arctic Monkeys (Milk Bar Toilette). Entrambi i progetti volendo o no sono finiti sempre perché qualche membro del gruppo abbandonava. E qui sono nati i Two Birds; ci siamo trovati in sala un paio di volte per strimpellare e c’è stata subito intesa. E dal momento che abbiamo capito che in due le cose funzionavano, soprattutto a livello compositivo dei brani siamo rimasti in due!

2.Da circa una settimana è uscito il vostro primo lavoro “Cross”, volete parlarcene?!

In realtà non abbiamo una band ispiratrice, ascoltiamo veramente qualsiasi genere di musica, dall’elettronica al metal. Ovvio che “facciamo l’occhiolino” a band con sempre due membri come i Royal Blood, The White Stripes e Death From Above 1979. Ma ci piacciono tantissimo anche i giri blues quindi ci avviciniamo molto anche allo stile dei The Black Keys, soprattutto i loro primi album.

3.Anche se è il vostro primo lavoro abbiamo visto molto interesse da parte di pubblico e media sul vostro progetto, c’è un segreto dietro tutto questo?!

Certo. È il secondo ep che produciamo. È un ep dai suoni molto graffianti e aggressivi, anche se si ammorbidisce un po’ i due pezzi un po’ “tranquilli” che sono Blur e ‘bout a Woman. È un disco fatto con l’istinto, con la voglia di riportare il rock sui palchi, di gridare a voce alta che la scena è ancora viva. I testi dei brani sono quasi tutti incentrati sui problemi che io ed Alberto abbiamo affrontato durante il periodo in cui stavamo componendo i brani. Le tracce parlano di infelicità, della crisi che ha colpito i lavoratori, sopratutto i più giovani, ma anche dei traguardi che sia io che Alberto abbiamo raggiunto, di piccole soddisfazioni che ci siamo tolti. Ma parla anche di donne di amore (come ogni disco ci vuole un pezzo sull’amore). Insomma abbiamo messo dentro al disco tutto quello che ci passava per la mente, nonostante il mood generale del disco sia comunque molto cupo.

5.Che consigli vi sentite di dare a band simili alla vostra?!

Nessun segreto, basta essere se stessi. Noi siamo nudi e crudi; come ci senti nel disco lo siamo live.

L’unico consiglio che ci sentiamo di dare (visto che in fin dei conti siamo solamente una band emergente) è di cercare di suonare dal vivo il più possibile. È vero che con i social network ormai è facile far uscire canzoni o dischi, ma i live tengono viva la scena. Quindi suonare, suonare e suonare dal vivo per farsi conoscere.

7.Come considerate la “scena” in Italia?!

Possiamo non rispondere a questa domanda? No dai seriamente. La scena musicale penso che tutti la conoscano bene. O sei una band “indie” italiana oppure sei un trapper. Questa è la scena attuale, e puoi immaginarti quanto a noi piaccia. No Comment.

8.Potete salutare il nostro pubblico.

Ciaoooooooooo, mi raccomando Ascoltate il nostro nuovo ep Cross su Spotify!




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