I Sunset Radio ci raccontano il loro ritorno in grande stile!!!

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Ciao ragazzi, è bello ritrovarvi dopo un anno circa.

1.Sunset Radio… Qual’è il significato dietro il vostro nome?!

Ciao a tutti! Il nome della band arriva da un caldo pomeriggio di agosto, piscina, birrette, 5 amici… mancava solo il nome, tramonto e tanto punk rock dalle casse: SUNSET RADIO era la perfetta descrizione del momento, ha convinto tutti in un attimo.

2. Ci fate un breve recap su quello che è successo attorno al progetto Sunset Radio?!

I Sunset Radio si sono evoluti molto in questi primi anni di vita, sia a livello di componenti, sia per quanto riguarda il lato musicale. La band nasce principalmente da Matteo Rossi e Davide Pazzaglia, rispettivamente chitarrista e batterista, che già suonavano precedentemente insieme in un’altra band, e Andrea Neri, ex bassista dei No Way Out From Madness, nel ruolo di cantante. Attorno a questo nucleo stabile si sono avvicendati diversi musicisti, fino a giungere all’attuale formazione, completata da Riccardo Tasselli alla chitarra e Alberto Felice al basso. Questi cambi di lineup, in aggiunta ai nostri ascolti musicali, hanno fatto sì che lo stile della band si sia evoluto. Il primo disco, Vices, infatti è profondamente influenzato dal punk rock anni ’90, ed in particolare da band come i No Use For A Name. Sul nuovo album All The Colors behind You, in uscita il 15 ottobre per This is Core e per la giapponese Far Channel Records, invece, abbiamo cercato di trovare un sound più personale e meno derivativo. Durante la fase di scrittura del disco siamo stati influenzati in particolare da alcune band pop punk moderne come Neck Deep e State Champs, seppur le influenze punk rock anni ’90 sono ancora presenti. Il nostro obiettivo sul nuovo disco è quello di prendere il meglio di questi due mondi e fonderlo in un unico sound.

3. “My Everything” è il vostro nuovo video, ce ne volete parlare?!

Dobbiamo ammettere che inizialmente My Everything non era la prima scelta come singolo ad anticipare l’uscita del disco, poi ragionando tutti insieme abbiamo scelto questo brano proprio perché rappresenta al meglio l’idea, come spiegavamo prima, del sound che stavamo cercando per questo nuovo album: ritornello melodico, molto radio friendly, e strofe serrate e veloci. Per quanto riguarda il video, invece, abbiamo avuto le idee chiare sin da subito: la nostra volontà era quella di evitare il solito playback visto e rivisto da mille altre band, ma integrarlo con un storyline d’impatto che rispecchiasse le tematiche del brano e del disco in generale. Il singolo parla di sentirsi schiacciati dal peso dei proprio errori passati e di dover continuare a pagare per gli errori commessi, ed in generale buona parte dei testi del disco trattano l’argomento dell’amore come elemento centrale e inevitabile delle nostre vite: quello che a volte ti spinge a dare il meglio di te stesso, ma lo stesso che altre volte ti incasina la vita. La storia del video vuole raccontare proprio la doppia valenza di questo sentimento nelle nostre vite: vediamo una ragazza che scappa, inseguita da un ragazzo, dopo alcuni rifiuti il loro amore sembra finalmente realizzarsi nel più classico dei lieto fine con un bacio, se non fosse che la storia inizia a riavvolgersi fino a farci scoprire che in realtà la ragazza stava scappando da un altro ragazzo, il suo vero fidanzato, con il quale ha appena litigato. L’elemento che, però, ci piace di questo video è che quella appena raccontata è la nostra visione dei fatti, mentre altri amici l’hanno interpretato in modo diverso; ci piace il fatto che ognuno si faccia la sua idea e sì immagini la sua storia in testa, e non ci sia una risposta univoca. Per quanto riguarda la parte di playback, abbiamo girato su una torre alta 180 metri a Ravenna, presente nel parco della Micoperi, azienda con la quale avevamo collaborato già in occasione del video di surrounded Anche per la parte suonata, infatti, volevamo evitare la banalità di una sala prove o della classica stanza bianca, ed una location unica come quella della torre ci è sembrata da una subito un’idea fighissima. Per quanto riguarda le riprese, ci siamo affidati a Filippo Cinotti, un super regista della nostra zona che già aveva lavorato con noi sul video di surrounded. Il risultato ci ha soddisfatti in pieno, speriamo sia piaciuto anche ai nostri ascoltatori.

4. Com’è stato girare il video a molti metri d’altezza?!

Assurdo! Ci siamo arrampicati a braccio su svariate scalette da marinaio fino ad arrivare ai vari piani dove dovevamo girare, quindi è stato prima di tutto una gran fatica. Arrivati sui ballatoi della torre l’altezza è veramente impressionante. Dopo di che, con un sistema di carrucole abbiamo trasportato gli strumenti da terra fino alla torre. D’altra parte il panorama e le immagine che siamo riusciti a girare sono stati la giusta ricompensa.

5. Stiamo vedendo con molto piacere che questa “my Everything” sta funzionando molto bene a livello di visualizzazioni, che consiglio vi sentite di dare alle nuove leve?!

Nel nostro piccolo il consiglio che possiamo dare è quello di cercare di essere unici. Al giorno d’oggi, soprattutto nel nostro genere, vediamo tanti video che sembrano uscire con lo stampino: immagini fighissime, ma che poi si riducono al solito playback senza idee e senza originalità. Ecco, per noi la cosa fondamentale da cui partire sono proprio queste due cose: idee e originalità, che permettano di uscire e distinguersi, poi viene tutto il resto. Sicuramente avere un regista figo e avere a disposizione un buon budget aiuta, ma senza idee non si va da nessuna parte, perché ci sarà sempre un gruppo che avrà un regista più bravo e una disponibilità economica maggiore, mentre le buone idee sono uniche. Nel girare i nostri video abbiamo cercato di portare avanti questa filosofia: il video di surrounded è stato girato sulla una delle navi che hanno sollevato la costa concordia, il video di home è stato completamente homemade per raccontare il nostro tour in giappone, il video di 1957 è stato girato completamente senza playback, come se fosse una piccolo film. A volte le cose riescono, a volte osiamo troppo, però cerchiamo sempre di essere unici.

6. Proprio oggi avete annunciato un nuovo tour in Giappone, com’è suonare nella terra del Sol Levante?!

Siamo felicissimi di poter ritornare in questo fantastico paese. Il giappone è unico, hanno un senso del rispetto per ogni cosa incredibile, l’anno scorso ci siamo trovati magnificamente, con tutto lo staff della nostra etichetta. Paesaggi incredibili, posti magici da visitare, Tecnici del suono donne che fanno suoni incredibili, l’unica cosa di cui ti devi preoccupare sono le 15 ore di aereo, ma del resto, penso di parlare a nome di tutta la band, è sicuramente la miglior esperienza della nostra vita.

7. Domanda secca meglio l’Italia o l’estero?!

Per quanto amiamo la nostra terra, l’estero ha una marcia in più! Il rispetto e l’attenzione che gli artisti ricevono all’estero è maggiore rispetto a quello del pubblico italiano, c’è più voglia di stare a sentire cose nuove e andare ai concerti. Ma noi nell’Italia ci vogliamo credere e a breve annunceremo un bel tour invernale nelle principali città italiane.

8. Fatevi e rispondete ad una domanda che avreste voluto ricevere da parte nostra?!

Quando presenterete il nuovo disco? Il 31 ottobre al bronson di Ravenna, sarà una bomba, non mancate!




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