I mille colori di Dadàmo

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Dadàmo

Presenta

“Mille Colori”

 

ASCOLTA IL BRANO / GUARDA IL VIDEO DEL PRIMO SINGOLO

https://youtu.be/6kG8TitTzsU

 

Tra Sam Smith e  Alex Baroni, tra il soul inglese ed il pop italiano: sono questi i confini e le influenze musicali in cui nasce e cresce Davide Dadamo, giovane cantautore classe ‘95 , in arte Dadàmo.
“Mille Colori” è il suo primo lavoro in studio, un EP di cinque tracce in uscita a febbraio 2018, che costituisce l’esordio di una scrittura e di una musica ricche di creatività ed originalità. Si tratta, infatti, di un disco costituito da innumerevoli sfumature, difficilmente collocabile in uno schema o in un genere musicale ben preciso.
Dotato di una voce ora calda e rassicurante, ora poderosa e coinvolgente, Dadàmo prosegue e perfeziona il suo percorso di crescita artistica iniziato presso l’ Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e al CET di Mogol.
Con “L’equilibrio”, primo singolo estratto dall’EP, Dadàmo canta una vittoria che, nonostante le fatiche e i sacrifici, “arriverà”. Il videoclip, ideato e realizzato da Adriano Natale, pone l’attenzione dello spettatore su uno dei temi principali del brano: il movimento. Attraverso l’ausilio di effetti speciali, infatti, lo spettatore si ritrova ad affrontare un cammino senza sosta che lo porterà a curiosare tra le finestre di un palazzo nel quale gli unici inquilini sono Dadàmo e i suoi musicisti.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua musica?

Sincera, eclettica, profonda e originale.

Come si intitola la tua ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Il mio ultimo lavoro è “Mille Colori”, un EP di 5 tracce in uscita il 12 febbraio. La scrittura dei brani mi ha tenuto occupato da novembre 2016 a maggio 2017, successivamente ho iniziato a curare gli arrangiamenti con i musicisti che mi accompagnano: Luca Giannini, Alessandro Bintzios e Giacomo De Bona. A novembre 2017 li abbiamo registrati in presa diretta come piace a noi e come si faceva una volta. L’intero disco, infatti, richiama volutamente sonorità del passato.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Ti consiglierei di smettere con la musica dal vivo e di farti qualche domanda se il tuo locale è sempre vuoto.

Quanto sono importanti i social per la tua musica?

Sono fondamentali, ormai viviamo nel 2018 ed è impossibile pensare di promuoversi senza essere presenti sui social. Non è sempre facile farlo, ma fortunatamente basando la mia comunicazione sull’ironia non mi prendo mai troppo sul serio.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Frequento spesso la scena romana e cerco di andare soprattutto ai concerti dei miei colleghi emergenti. Credo che ormai l’indie sia diviso in due grandi filoni: quelli che emulano Calcutta e quelli che fanno musica indipendente dalle logiche di mercato, con l’unico scopo di fare musica di qualità. I primi non mi fanno impazzire perché di Calcutta ce n’è già uno ed emulare non porta a nulla, mentre i secondi mi danno la conferma che c’è ancora tanta bella arte che meriterebbe decisamente più attenzione.




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