I BLUE GIANTS E IL LORO “FLAMINGO BUSINESS”

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Flamingo Business è l’album di debutto dei Vicentini The Blue Giants, composto da 10 brani tesi e martellanti. Quarantre minuti di puro Rock n’ Roll, che trasmettono le sensazioni e gli stati d’animo che attraversano la band dal momento della fondazione fino ad oggi, in cui focalizzano l’attenzione sull’energia e il “Wall-of-Sound” che solo il Rock n’ Roll può restituire. Lo fanno con approcci diversi… Dall’isolamento per ritrovare sé stessi di Space Caravan, ai cambiamenti sentimentali di Changes, virando verso sentimenti più viscerali rappresentati da “She’s Fire” e “Legs”, fino alle situazioni di confusione e disagio di “The Morning After” e “Sick Again”.

TOMMASO THIBAULT, cantante The Blue Giants

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Diretta, adrenalinica, esplosiva e sfacciata.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il nostro nuovo album si intitola “Flamingo Business” ed è il frutto di due anni di lavoro. I pezzi sono stati composti in sala prove da tutti i membri del gruppo, provati e rielaborati. Infine siamo stati seguiti in fase di produzione in studio di registrazione (La Distilleria-produzioni musicali) da Maurizio Baggio per il perfezionamento dei brani.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Risponderei:“Non è importante la quantità ma la qualità”.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
I social network sono diventati fondamentali per gli artisti, specialmente per quelli emergenti. Non basta comporre dei bei pezzi, non basta esibirsi live, chi si vuole far conoscere ha la necessità di crearsi un’immagine di qualità anche sul web.
A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Non saprei quantificare, cerco di ascoltare quanti più concerti possibili. Ritengo fondamentale dare supporto alle band emergenti del panorama underground. Ci sono molti gruppi validi che magari non hanno l’attenzione che meritano solo perché si distinguono dall’omologazione, che ultimamente, a mio avviso, va molto di moda nel mondo della musica italiana.




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