“How Many Others?” l’album d’esordio di Makepop

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L’album “How Many Others?” del torinese Makepop si apre con il brano che da il titolo all’album… Il brano in questione è fresco e ci fa subito capire che il progetto strizza l’occhio a sonorità che vanno dal Pop a quelle electro anni ’80 fino a raggiungere la Disco Music. La seconda traccia è “Keep Still” i Bpm diminuiscono ma il brano risulta veramente interessante, il ritornello è orecchiabilissimo e molto attuale, questa traccia ricorda molto il miglior Mika (assolutamente un complimento per Makepop).”How Many Others?” prosegue con “You Have Changed My Life” la prima ballad della tracklist, brano che dal titolo sembra molto molto significativo per chi l’ha scritto, questo brano è leggermente sottotono rispetto ai due precedenti. Continuiamo con “Tiki Tiki” canzone assolutamente legata al mondo Dance, questo è un brano particolare, estemporaneo però che convince fin da subito per la sua facilità… Tutta samples e anni ’90. Con “Personal Store” torniamo in modalità ballad brano inteso, ben strutturato e che segue la matrice Makepop, facendoci tornare al concept reale dell’album. Il sesto brano in scaletta è “Mayday” cassa e basso molto incalzanti fin da principio, il ritornello ed il synth sono il punto di forza questa canzone è molto piacevole e a “presa rapida” per gli ascoltatori.”The White Room” dalle sonorita Funky ci fa capire che l’associazione con Mika (falsetti compresi) è assolutamente reale, il cantate, riesce a spaziare molto con le sue doti canore. La tracklist continua con “Plan B” che non è assolutamente un piano di riserva anzi è forse una delle migliori canzoni del disco, Makepop da il meglio di se in questa “Plan B” con un ritornello killer. Si continua con “You’ll Never Know” torniamo a ritmi leggermente più accesi della precedente, personalmente il brano che convince meno però in linea generale è comunque piacevole. Concludiamo con “Hell And Paradise” anche in questo caso si parla di ballad, inizialmente non convinceva molto però già ad un secondo ascolto l’importanza di questo brano si fa sentire, la melodia della voce ed il synth rimangono ben impressi, la struttura non semplice ma funzionale.

Parlando in generale di “How Many Others?” è un ottimo album ben scritto e suonato che conferma che Makepop è sicuramente un’atrista maturo che sa bene quello che vuole e soprattutto come ottenerlo. Questo album sicuramente non finisce nel calderone degli album Pop anonimi anzi ci fa spaziare tra varie annate quasi facendo un excursus del Pop dagli anni ’70 ai giorni nostri. Questo primo album di Makepop non sembra assolutamente un esordio. Concludendo un plauso per la NON BANALITA’… continua così che sei sulla giustra strada.

Voto: 8/10




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