FUNNETS…IL RITORNO DEL CROSSOVER STILE RHCP

98

FUNNETS
Presentano
WANJI
Autoproduzione

Funnets se ne fregano di cosa è cool oggi e cosa non lo è. Altrimenti non sbandiererebbero ai quattro venti che il loro disco è un ritorno al crossover. Uh… termine che appartiene agli anni 90. Ma se lo si fa bene e si ha la capacità di attualizzarlo…why not? In più Funnets ci mettono energia, elemento portante del crossover, del funk e del rock in generale. In più ci mettono elementi prog e sperimentali (vedi alla voce Mars Volta). In più si presentano con un album che è un concept, che rimanda a buone vibrazioni, alla cultura dei Lakota Sioux (Wanji, vuol dire UNO nella lingua di questa tribù). Insomma, un disco da ascoltare con la mente e il corpo.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Fresca, esplosiva, magica, accattivante.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il nostro nuovo disco si chiama WANJI. Come tutti, anche i musicisti hanno momenti di smarrimento in cui non si sa da dove attingere le energie giuste per poter proseguire il proprio lavoro e il proprio cammino. Dopo il primo album e varie delusioni legate al mondo musicale e non, la band ha sentito la necessità di rinnovarsi e di creare qualcosa che non aveva mai fatto prima, cercando di innalzare l’asticella per saltare verso un’essenza di qualche gradino superiore. Ma dove trovare l’ispirazione che mancava?
Dopo varie meditazioni e ricerche di quali messaggi si volessero trasmettere, abbiamo capito che la risposta era in un posto tanto facile quanto difficile: dentro noi stessi. Quale canale migliore delle nostre esperienze e quale messaggio più incisivo può esistere se non la nostra stessa storia e le relative morali? Guardandoci dentro (e indietro) avevamo già tutto l’occorrente. Ecco come nasce l’idea di fare un album concept.
Siccome siamo persone a tratti originali, per rendere la cosa meno noiosa e banale (“chissà quanti altri avranno già fatto canzoni dove parlano del loro passato”, pensammo) abbiamo deciso di raccontarla in chiave metaforica, trasformando il nostro viaggio reale ed interiore in uno fisico verso un mondo shamanico immaginario, Sharra. La cosa che ci spinge ad intraprendere questo viaggio è la ricerca del nostro spirito guida, Mufulè, situato appunto sulle montagne dietro alla capitale di questa isola, che ha promesso di darci le energie necessarie alla scrittura del nostro nuovo lavoro (il cui relativo significato è la reale rincorsa all’ispirazione che ci mancava nella vita reale). Ogni canzone è un capitolo di questo grande racconto, il primo di una grande opera che sarà intitolata “MUHALIFU”, capitale di Sharra. Il nome MU(sic) HA(ppiness) LI(fe) FU(n) deriva da un’unione degli obiettivi comuni che abbiamo in questa vita, che sta appunto a significare il luogo, sia fisico che mentale, che stiamo cercando di raggiungere.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Molto molto sinceramente. Comprenderemmo perfettamente la tua posizione, cioè che il rientro delle spese e il guadagno è purtroppo la prerogativa principale di ogni cosa oggi, però dall’altro lato sappiamo bene quale sia la realtà della musica live dal nostro punto di vista. E’ praticamente una domanda senza senso, nessuno riuscirebbe mai a definire un numero ipotetico di pubblico per qualsiasi evento. Oggi le folle sono imprevedibili. A questa domanda di solito preferiamo rispondere molto sinceramente: non lo sappiamo e nemmeno abbiamo intenzione di fare sondaggi per saperlo. Noi siamo musicisti, oltre a fare musica e suonarla, oggi dobbiamo essere anche managers, events planners, advertisers, semi-studiosi del digital marketing, grafici, creativi, esperti di pubblicità, fonici ecc… Però ricordiamoci che la nostra vera attività è creare musica e suonarla regalando alla serata uno show all’altezza! Quindi oggigiorno ci sta assolutamente che se si organizza un evento noi facciamo tutto ciò che è in nostro potere per pubblicizzarlo al meglio e per far sì che la serata vada nel migliore dei modi, ma la responsabilità del cassetto a fine serata è sempre e comunque del gestore. Noi lavoriamo e prestiamo un servizio ed è giusto che questo servizio abbia dei costi (anche perché noi per prestare quel servizio abbiamo i nostri), se purtroppo la serata va male non è colpa di nessuno. Sarà a discrezione del gestore se richiamarci oppure no. Direste mai ad un cameriere “Non ti pago stasera perché il locale è vuoto”?

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Purtroppo (perché di artistico in questo non c’è un bel niente) i social sono più che importanti: oggi sono quasi fondamentali. I numeri che fai in rete, quanti follower e views hai, quanto pubblico ti segue e ti clicca, determina la tua forza. E’ uno schifo totale perché si mette completamente in secondo piano l’arte, la bravura e la meritocrazia, ma questa è la cruda realtà.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Andiamo spesso a molti concerti della scena, sinceramente non sapremmo contarli ora, però sicuramente si supera la ventina, considerando ogni membro della band. L’underground indipendente spesso ci sembra un formicaio dove si fa le guerra dei poveri. La musica in Italia è molto malata a causa dei piani alti ma noi dei piani bassi sicuramente diamo una bella mano per portarla definitivamente alla morte. Competizione, guerre, odi e rabbia, invidie e gelosie. Purtroppo nella nostra scena ciò che registriamo è che per la gran parte delle situazioni, la gente usa la musica per soddisfare il proprio ego e ne fa un motivo di distruzione di rapporti o di divisione delle folle. Noi crediamo che la Musica sia una cosa meravigliosa che dovrebbe solo UNIRE e COSTRUIRE. Grazie al cielo ci sono anche delle eccezioni: abbiamo collaborato volentieri con persone e band tranquille che prendono la cosa come noi e di questo ne siamo molto felici. Qualche incomprensione può capitare, siamo umani, l’importante è mettere sempre da parte le divergenze e godere tutti insieme ciò che questa meravigliosa Arte che abbiamo deciso di servire ci dona.




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.