Ecco la musica del duo garage lo fi CHICKEN QUEENS

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chicken queens

CHICKEN QUEENS
Buzz
La Clinica Dischi

BUZZ si discosta dagli stereotipi di duo garage, grezzo ed essenziale e vuole essere un disco con un sound più originale della band, moderno, che da spazio alle contaminazioni, con l’aggiunta di diverse comparse (basso,mandolino,armonica,tromba,violino e tastiere). Buzz è un disco, come direbbero in Inghilterra, “in your face”, sia pur arrangiato. Rock’n’roll senza fronzoli, con attitudine punk, ma anche con un gran “tiro” accattivante, che cattura fin dal primo ascolto. Primitivo, rumoroso, sferragliante, in in grado di interpretare in chiave moderna e contemporanea le radici del blues.

1) Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
MATTEO
primitiva, introspettiva, improvvisata, irrazionale.
LUCA
Vigorosa,poliedrica, asciutta,fresca.
2) Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
MATTEO
L’album si chiama BUZZ che in inglese è il verso dell’ape. Il nome è nato da una serie di coincidenze legate all’attacco di un ape durante le prove in saletta e dal conseguente suo assassinio. Ci siamo resi conto che l’analogia tra il ronzio di un ape e quello del Fuzz che entra in un amplificatore era molto forte e ci sembrava una bella immagine su cui costruire tutto il disco. A differenza del nostro primo lavoro in cui Luca aggiungeva la batteria a pezzi praticamente gia pronti questo è stato un modo molto diverso di lavorare con jam di anche 3 ore. Passavamo il tempo a suonare anche solo su un riff in loop e aggiungerci via via qualcosa di diverso. Per quanto ci riguarda quindi è venuto fuori uno stile molto più legato ai nostri gusti musicali (e quindi meno fossilizzato al mondo del blues) e molto più legato al rapporto musicale tra me e luca.
3) Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
MATTEO
Probabilmente ti direi che non ho idea, che spero di portartene abbastanza ma che non è assolutamente affar mio. La clientela di un locale live prescinde dal gruppo che suona. Un locale che funziona è pieno perché propone musica interessante sempre.
4) Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
MATTEO
I social ora come ora sono uno strumento fondamentale per la musica in generale.
Ma come tutto è utile ma non indispensabile. La musica ha fatto sempre il suo corso anche senza social.
LUCA
Penso che per una band in fase di crescita come la nostra sia fondamentale appoggiarsi ai social. Cosi come una volta era la radio,poi la tv,oggi i social network permettono di condividere la propria arte al mondo in un lampo.
5) A quanti concerti di musica di altri artisti sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
MATTEO
Sono una persona molto curiosa, cerco di rimanere sulla media dei due concerti a settimana di band italiane e non. Alcune cose che vengo fuori in Italia mi piacciono davvero tanto, ma come paese siamo troppo legati al cantautoriale che spesso impedisce ad altri generi di emergere.
LUCA
L’ ultimo concerto a cui ho partecipato è stato quello dei Vintage Trouble al Bloom di Milano. Mi ero appostato a lato del palco , esattamente accanto al batterista Richard Danielson. Sono rimasto a bocca aperta dall’inizio alla fine dello show. Poi Ty Taylor, mamma mia che voce! L’estate scorsa invece ho visto Lenny Kravitz e Gary Clark jr. al Lucca Summer Festival.
Per quanto riguarda la musica indipendente italiana non ne sono un grande fan. Riconosco tantissimi artisti notevoli,ma nessuno con sound che mi catturi particolarmente.