Direttamente dalla Nuova Zelanda intervistiamo gli Ekko Park

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1) Ciao ragazzi, è un piacere intervistare una band proveniente “dall’altra parte del mondo”, presentatevi ai nostri lettori!!!

qui è Nick (il batterista), grazie per l’ospitalità! Gli altri del gruppo sono Joe Walsh (Chitarra e Voce), Joel Halstead (Chitarra) e Bryan Bell al basso.

2) Sappiamo che proprio in questi giorni siete impegnati con il vostro tour, è la prima vlta che siete a suonare in Italia?! Come vi state trovando?! Il pubblico italiano come sta rispondendo allla musica degli Ekko Park?!

Sì è la prima volta per noi ed è fantastico! Essere qui e suonare la nostra musica per gli italiani è veramente emozionante per noi. Abbiamo ricevuto un sacco di supporto ai nostri concerti ed è una cosa che abbiamo apprezzato davvero! Grazie mille!

3) State riscontrando sostanziali differenze tra la Nuova Zelanda e l’Italia a livello musicale, nello spcifico intendo: Risposta del pubblico, grandezza e portata dei club e attitudine verso la musica suonata?!

Le serate sono andate alla grande! La risposta dal pubblico è stata incredibile, battevano le mani durante alcune parti delle nostre canzoni ed è stato fantastico vedere quante persone cantano insieme a noi, specialmente se pensiamo quanto lontani eravamo da casa. Il tempo che abbiamo passato insieme ai nostri compagni Virtual Time poi è stato indimenticabile, hanno avuto un ruolo davvero importante nella riuscita di questo tour. Abbiamo suonato anche una giovane band di Bassano del Grappa. L’Italia ha della musica fantastica!

4)Spiegateci perchè avete sceltop l’Italia come tappa fondamentale del vostro tour?!
Siamo stati 18 incredibili mesi sulle radio italiane, il nostro singolo “probable cause” ha avuto un grande successo su Virgin Radio Italy prima di essere trasmesso anche su altre stazioni radio italiane come anche il nostro secondo singolo “Validation”. é stata una priorità per noi venire in Italia visto quello che era successo e ed è fantastico essere qui finalmente! Abbiamo anche suonato a Belfast prima di spostarci a Roma.
5) Immagino che un biglietto da visita sia stata la vostra “Probable Cause”?! Riguardo questo brano spiegateci com’è stato possibile che dalla Nuova Zelanda sia arrivata dritta dritta in rotazione su Virgin Radio Italy?!
Abbiamo avuto una partnership importante con l’etichetta CDF Records che ha promosso la nostra musica in Italia e Svizzera. Siamo stati davvero entusiasti nello scioprire che “Probable Cause” è stata trasmessa su Virgin Radio e grati per il supporto che la radio ha dato alle nostre canzoni. Non potremo mai ringraziare abbastanza gli italiani per il supporto.
6) Com’è la vostra situazione discografica in Nuova Zelanda?!
I nostri due album sono stati registrati in modo diverso. Il primo “Tomorrow, Tomorrow, Today” è stato registrato in due studi diversi, entrambi chiusi purtroppo ora. Studio 203 gestito da Andrew Buckton che è stato poi il tecnico e il produttore dell’album. Il secondo album (“Know Hope”) al cui interno c’è anche la canzone Probable Cause è stato registrato nello studio Roundhead di Neil Finn (Crowded house, Splitz Enz) e in una casa sul mare sulla spiaggia di Onemana nella penisola di Coromandel in Nuova Zelanda.
7) In Nuova Zelanda è facile o difficile riuscire a vivere con la sola carriera di musicista?!
Per le band è difficile riuscire a vivere di musica, a meno che non si facciano tour all’estero. Visto che la Nuova Zelanda è così piccola le band di solito fanno 1-2 tour all’anno. Tuttavia è abbastanza facile riuscire a fare il musicista a tempo pieno suonando in più di una band, producendo, insegnando, facendo da fonico… che è quello che noi Ekko Park siamo abbastanza fortunati da riuscire a fare!
8) Ragazzi spieriamo di vedervi presto ancora in Italia?! Vi auguriamo un grosso in bocca al lupo per la fine del vostro tour.
Grazie mille per questa intervista!! Non vediamo l’ora di ritornare presto in Italia!



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