DIRA… E L’ARTE DEL CANTAUTORATO NEL NUOVO MILLENNIO…TRA PSICANALISI ED ELETTRONICA

469

DIRA – MI PSICANALIZZAI (autoproduzione)

Pensate a una Carmen Consoli con una voce più “classica”, a tratti da Lisa Gerrard dei Dead Can Dance. Pensate a piccole perle di canzoni, delicate e costruite su tappeti elettronici raffinati che giramo intorno a piano o chitarra acustica. Pensate a disturbanze dark electro chef anno pensare alle convulsioni ed esplosioni quasi grunge di FKA Twigs. Pensate a tutto questo e avrete la summa Sonora di questo ben riuscito disco d’esordio di DIRA, “cantautrice” post moderna romana, affiancata da Valter Sacripanti (produzione, già al lavoro con artisti come Simone Crsticchi, Scarlatto e altri), Cristian Pratofiorito al pianoforte, synth e elettronica e David Pieralisi alle chitarre acustiche ed elettriche.

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Bipolare: Nel senso che ci sono tutte queste atmosfere sognanti e rilassate finché

mi faccio prendere dalla vena “odio tutto” e allora parte la distorsione.

Elettronica: È la diretta conseguenza della questione “odio tutto” di cui parlavo

prima.

Analitica: Tutti i brani vengono da esperienze che la scrittura mi ha aiutata a

rielaborare.

Malinconica: di solito mi metto a scrivere quando mi sembra che mi manchi

qualcosa, quando sono un po’ giù di morale, quindi mi rimane complicato scrivere

canzoni allegre. Della serie “se son d’umore nero, scrivo”.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il

percorso di produzione della stessa?

Il mio EP si intitola “Mi psicanalizzai”. È stato davvero una fatica perché è il risultato

di un’autoanalisi impegnativa, nella quale è stato decisivo l’incontro con Davide

Piludu, un professionista fantastico che mi ha aiutata a capire quale direzione volessi

prendere. Ho scritto una marea di canzoni, per sceglierne solo sei, che compongono

“Mi psicanalizzai”. Parlano di tutte le mie paranoie, della paura di non essere giusti,

di illudersi, dei rimpianti. Avrei voluto evitare il tema dell’amore, ma ci sono finita

dentro con tutte le scarpe.

Insieme al produttore artistico Valter Sacripanti, abbiamo cercato di unire la mia vena

cantautorale con l’amore per l’elettronica e i suoni sintetici nordeuropei. Ne è uscito

un disco un po’ bipolare al quale hanno partecipato anche Cristian Pratofiorito al

pianoforte, synth, e elettronica, e David Pieralisi alle chitarre acustiche e elettriche. È

stato mixato e masterizzato ai Forward Studios di Grottaferrata.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Al momento ti risponderei che non ho molti amici, ma ho una famiglia molto

numerosa che mi segue ovunque.

A parte gli scherzi, credo che dal punto di vista dei gestori del locale la domanda sia

comprensibile, però il metro per valutare la proposta di nuovi artisti non può limitarsi

a quanta gente riescano a portare, proprio perché se è ai suoi primi lavori è normale

che debba ancora costruirsi un seguito.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono importanti. Oggi se non ci sei su Facebook quasi non esisti, purtroppo.

Aiutano a dare un’ impressione di chi sei, seppure sommaria. Anche io quando sento

parlare di un artista che non conosco vado a cercarlo sui social.

Sicuramente permettono di iniziare a farsi conoscere, condividendo musica, idee,

pensieri. Una volta che ci hai preso la mano è anche divertente, però poi i concerti

non si fanno su internet.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e

cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Finché vivevo a Roma ho potuto vedere tanti concerti di artisti più o meno conosciuti.

Ora sono tornata tra i miei monti e ne seguo di meno.

In generale mi sembra di vedere che ci sono diversi artisti interessanti, c’è tanta

voglia di proporsi, ma anche tanta omologazione e poca ricerca. Ad esempio questa

cosa che sono tornati di moda gli anni ’80 e bisogna infilarli per forza da qualche

parte mi infastidisce un po’.

 




Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.