DIPLOMATICAMENTE PERSI IN CITTA’

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DIPLOMATICS
LOST IN TOWN
SHYREC e GODOWN RECORDS

“I lost my soul in this town”. 10 canzoni in cui si vuole esprimere la notevole difficoltà nell’orientarsi e stare in piedi in una zona come il nord-est italiano, composto da zone industriali, centri urbani vuoti e decadenti, aree rurali gonfie di nebbia e in cui l’unico credo è il denaro. Sentirsi persi in un mare di grigio senza avere la possibilità di coltivare completamente la propria anima creativa è un tema che ricorre spesso nelle canzoni e in particolare nel pezzo (quasi omonimo) “Lost in town”. Ma per andare contro a questo grigiume Diplomatics ci regalano un disco pieno di vitalità, in cui Black Crowes, New York Dolls, il punk, ma anche il soul americano e il vero spirito del rock’n’roll convivono e danno forma a un disco esplosivo, somma di 10 potenziali hit single.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Rabbiosa
Viscerale
Metropolitana
Introspettiva

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Il titolo del nuovo disco è “I lost my soul in this town” ed è nato dopo due anni di sessions inziate già durante le registrazioni del primo disco e tra un soundcheck e l’altro.
Abbiamo portato i 10 pezzi in studio (Outside Inside Studio) nel luglio 2016 per registrarli come già fatto precedentemente in analogico sfruttando le attrezzature e il talento di Matteo Bordin.
L’approccio in presa diretta su bobina rappresenta al meglio il nostro suono, diretto e molto personale…ci piace l’idea di immortalare le nostre idee fotografandole nella finestra temporale in cui nascono.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Reagiremmo con bel dito medio alto! Take a look to this finger high, citando uno dei nostri testi.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Abbastanza, anche se il nostro core businness rimane il live e il contatto diretto con chi ci segue.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Ogni settimana qualcuno di noi frequenta o organizza direttamente live o eventi. Pensiamo che l’undergound indipendente italiano sia tutta una fotocopia, un ripetersi di band e artisti molto simili, senza una vera anima e senza personalità.
Ci sono buone realtà ma faticano ad emergere e vengono spesso messe in disparte in questo ambiente, purtroppo.
Crediamo ci sia bisogno di una scossa e di un ritorno all’anima della musica, al soul appunto…dove quello che conta davvero è dire e esternare cosa si pensa e si ha dentro senza timore dell’opinione altrui, proprio come gli artisti cui ci ispiriamo fecero a loro volta.




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