Cosa c’è Al Pianterreno ce lo svela il Quintetto Esposto

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Abbiamo chiesto al Quintetto Esposto di svelarci qualche segreto Al Pianterreno.


Intervista a cura di Angela Mingoni

 

Allora ragazzi, partiamo con la domanda più classica; mi piacerebbe che fossi tu a raccontare ai nostri lettori come è nato e da chi è formato il Quintetto Esposto.

Il Quintetto Esposto nasce da Matteo Ceragioli, Edoardo Baroni e Luca Capoferri. Inizialmente il gruppo nasce con l’intenzione di fare cover di De Andrè, Gaber, Jannacci e Capossela. In seguito abbiamo deciso di aggiungere alla formazione batteria e basso elettrico e così è nato il Quintetto Esposto, che oltre agli elementi del trio prima citato comprende Nicola Romano alla batteria e Federico Bianchetti al basso elettrico.

Da che punto di vista vi sentite esposti o semplicemente siete esposti?

Ci sentiamo “esposti” sotto tutti i punti di vista, ovviamente musicali. Proponiamo una musica e una chiave di lettura delle persone e cose che ci circondano diverso ma non banale. Siamo esposti perché vediamo la musica, quindi la vita in maniera originale e innovativa, legando la tradizione cantautoriale del passato con un linguaggio testuale e musicale che si nutre delle suggestioni della nostra epoca.

Quale formula avete scelto per creare l’identità del vostro gruppo? E a quale genere siete più inclini?

L’identità del nostro gruppo si è creata in maniera molto spontanea e naturale, non è frutto di un accordo premeditato o di una presa di posizione precisa, è nata dalla nostra collaborazione, ognuno di noi mette il suo mattoncino nella composizione e tanti mattoncini diversi hanno contribuito a creare il nostro stile. Riascoltando poi le nostre canzoni ci identifichiamo nel cantautorato italiano ma con elementi inediti e di novità!

Prima di parlare del nuovo album, vorrei concentrarmi su Naufraghi,vostro Ep d’esordio; da quale punto di vista vi sentite “naufraghi”?

La musica è un’arte che libera le persone dalla loro quotidianità, crea suggestioni ed emozioni, le mette a contatto con il loro mondo interiore. In questo modo, metaforicamente, noi ci sentiamo naufraghi, alla deriva in un nostro mondo personale. Essere naufraghi può significare anche una liberazione, una fuga da tutti i problemi della quotidianità, per approdare ad un rifugio, che solo la musica può creare.

Il 20 Settembre è uscito il nuovo disco che contiene dieci brani inediti; dunque, cosa c’è “Al Pianterreno”?

Sì vero, il 20 settembre è uscito Al Pianterreno. E dobbiamo dire che hai colpito nel segno… È’ la stessa domanda che ci siamo posti noi ed è la domanda che vorremmo si ponesse la gente ascoltando il disco.. Chi vive al pianterreno? Che musica ascolteranno? Dove si trova? Come è composto o addirittura che cosa è Guardando la copertina del disco ( una casa in rovina) forse si può già arrivare alla risposta.. Il cantautorato è sempre più un genere di nicchia, i nuovi cantautori sono i rapper e il grande pubblico sembra sempre più interessato a ” musichette” semplici, leggere e senza la minima partecipazione emotiva. Il cantautorato è’ andato in rovina dicono, beh, noi siamo certi che per chi volesse provare a salire quella scala che si vede in copertina, siamo certi che potrebbero riscoprire qualcosa che è’ più vivo che mai, e che ancora oggi riesce a fare emozionare, o almeno lo speriamo!!!

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