“Black Russian” Un Album da gustare

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“Black Russian” non è solo un ottimo cocktail ma bensì anche il primo full lenght dei vicentini Reese. L’album si apre con uno dei brani migliori, il singolo “Scarecrow Soldiers”, che ci fa capire fin da subito la caratura della band, riff potenti ottima sezione ritmica e un cantato che lascia il segno. La seconda seconda traccia è “Perfect Waitings” brano più soft del precedente ma l’attitudine non cambia, in questo caso il ritornello ne fa da padrone dando una marcia in più alla canzone. Si prosegue con “Riptide”, ottimo intro con arpeggi e riff che ormai abbiamo capito siano il pane quotidiano dei Reese, anche in questo caso il brano si lascia ascoltare molto bene, riportandoci ad un mix di sonorità che spaziano dagli anni ’90 fino a quelle più attuali. Fino a questo momento “Black Russian” si lascia “bere” benissimo. Quarto brano in scaletta è “Summer Dream” la prima e vera ballad dell’album, i cinque ragazzi di Vicenza se la cavano alla grande anche con ritmi meno incalzanti… Le doti canore del cantante e la tecnica chitarristica sicuramente sono di grande aiuto. Con “The Soul Dress” torniamo a respirare la vera essenza dei Reese quindi del sano Rock ‘N’ Roll… Il brano in questione è leggermente sottotono rispetto ai precedenti ma assolutamente di ottima fattura, abbiamo capito che i ritornelli sono uno dei cavalli di battagli della band. Ed ecco il turno di “Warm Nest” brano che strizza l’occhio al Metal (almeno nell’intro e nel ritornello) e ci fa capire maggiormente il campo d’azione del quintetto… “Gravity Wave” è la seconda ballad che incontriamo e sicuramente uno dei migliori brani del disco, in questo brano spiccano le tastiere con un forte mood anni ’80, ed un assolo di ottimo gusto. Abbiamo capito che la band se la cava alla grande con le ballad e mid-tempo. L’ottvamo brano è “On Your Ego’s Shoulders” il brano che in scaletta ad ora convince meno, ritmi molto sincopati e grande tecnica d’insieme ma una vocalità che rispetto a tutto il resto del disco è meno incisiva. E’ giunto il momento di “Perspectives”, altro ottimo brano che da la sensazione di trovarci subito di fronte al vero e proprio Metal ma il cantato ci riporta subito nelle atmosfere generali di tutto il disco, sicuramente è il brano più “spinto” di tutto l’album. In un batter d’occhio arriva la Title Track “Black Russian”, atmosfere fresche per questo brano che a volete (e vuole essere un complimento) è al limite del pop. Un ottimo brano che da un giusto titolo ad un ottimo album. “View From The Tree” è l’undicesimo brano e nuovamente ci troviamo ad aver a che fare con una ballad ed anche in questo caso i Reese hanno fatto centro. Ora è il turno di “Cold Ashes” che nel suo insieme è un brano piacevole che aggiunge la freccia del Progressive Rock alla faretra della band, il ritornello è in assoluto la parte migliore. Ed eccoci alla conclusione… L’ultimo brano in scaletta è “Steel” tornano le sonorità a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, questa chiusura ci riporta a sapori più vintage, ma la band si trova più a suo agio con con sonorità più attuali, è il brano meno semplice all’ascolto di tutto il loro full lengt.

Che dire di questo “Black Russian”, sicuramente un ottimo album che consigliamo vivamente, la tecnica è sopraffina che a volte che catapulta la band nel mondo Progressive-Rock. Le doti canore e le melodie sono sicuramente un altro punto a favore. L’unico consiglio che diamo alla band è di cercare di essere più sintetici, a volte buttare troppa carne al fuoco non paga.

Che altro aggiungere, consigliamo a tutti di assaporare dall’inizio alla fine questo “Black Russian” e perchè no anche di berne subito un altro.

 

Voto: 8.5




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