Autoritrattato musicale di Antunzmask

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Diamo il benvenuto a Antuzmask su radiotweeitalia.com!

Ciao, Antonio. Prima di tutto presentati ai nostri lettori: chi è Antunzmask?

Un cantautore che non vuole mai stare con i piedi per terra, autore e fautore del suo destino e appassionato di storia dell’arte. Nato e cresciuto a Santa Maria di Castellabate (SA) ed emigrato prima nella valle dell’Irno ed infine nella capitale.

Sei da pochissimo uscito con un nuovo album omonimo: come lo descriveresti a parole?

Il mio autoritratto musicale.

Hai una miriade di influenze che spaziano dalla durezza del grunge e del punk, dello stoner, fino a toccare la ballad, il cantautorato nostrano, il folk, la psichedelia: come convivono in te tutte queste espressioni musicali?

Come in una grande casa con molte stanze dove in ognuna di esse convivono i miei desideri, le mie esigenze, i miei stati d’animo. Sono un amante della musica a 360 gradi, non penso di appartenere a un genere ben preciso, non mi piace essere etichettato. Sono cresciuto ascoltando i Nirvana e i Sex Pistols e allo stesso tempo ascoltando Rino Gaetano e Syd Barrett, dei mondi completamente diversi che riuscivano a convivere tranquillamente.

La domanda sorge spontanea: a quali musicisti ti ispiri e ti influenzano?

Come detto prima, io ascolto tutto, ma l’influenza principale non viene da terzi bensì da quello che vivo quotidianamente. Certo, mi piace omaggiare i miei artisti preferiti, come appunto il tributo a Syd Barrett fatto in occasione della Holi Fest a San Giorgio del Sannio (BN) la scorsa estate, oppure l’annuale tributo che dal 2010 al 2014 facevo ai Velvet Underground e Lou Reed. Ma, per quanto riguarda la mia ricerca musicale, tendo a perdermi e a ricercarmi per evolvermi oppure stremarmi.

I tuoi album sono totalmente autoprodotti, dalle registrazioni alla distribuzione. Addirittura confezioni da te i CD fisici, prepari le tue locandine, non sei iscritto alla SIAE: come mai queste scelte?

Perché penso sia inutile affidarsi in mano a terzi per tutelare i propri lavori. La musica è la mia e voglio costruirla io in tutto e per tutto: sono una sorta di artigiano del rumore. La musica non ha confini, deve un bene pubblico, deve darti la sicurezza della terra, deve farti respirare come l’aria, deve dissetarti e purificarti come l’acqua e darti la sicurezza e la protezione del fuoco.

Come registri i tuoi album? Suoni tutti gli strumenti tu stesso?

Esattamente: ogni singolo strumento che sentite nei miei brani è suonato/registrato/missato e prodotto da me medesimo.

Presentaci, invece, i musicisti che ti accompagnano dal vivo.

Per questa “annata” mi stanno accompagnando Luigi “Buffalo” Falcione al basso, cilentano DOC anche lui, ex membro degli storici Morris Goldmine e attuale frontman dei Flamingo Motel e Juke Jointers (oltre che turnista in altre varie band d’eccezione), mentre da pochissimo, alla batteria, come la manna dal cielo è arrivato Daniele “Il Brenza” Bertuzzi, originario della provincia di Perugia e anche lui turnista molto ricercato della scena musicale romana e umbra. Entrambi li considero il motore portante di Antunzmask.

E per concludere, un bel saluto ai nostri lettori!

Ciao, uagliu’! Vi invito ad ascoltare il famigerato disco nuovo su antunzmask.bandcamp.com e a seguire la mia pagina FB sempre attiva, Antunzmask, oltre che a venire ai miei concerti! Gnamurùùùù!!!!

antunzmask.com/bandcamp.com
facebook.com/antunzmaskmusic

 

Ufficio Stampa: QALT Comunicazioni




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