AUDIOSFERA presentano OGNI COSA AL SUO POSTO… La lezione indie british e shoegazsing declinata in versione pop “radio friendly” italiana

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AUDIOSFERA
Presentano
OGNI COSA AL SUO POSTO (Believe)

Gruppo umbro, con una passione per il pop inglese e in particolare i suoni dilatati dello shoegazing, sedimentano questa passione e la ripropongono a modo loro, dando spazio alla melodia italiana, alla struttura della pop song. In più, con un uso sapiente delle tastiere ampliano ancora di più il “tiro” pop del progetto. Insomma…Ogni cosa è al suo posto…

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

ricercata, sincera, trasversale, audiosferica

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Si intitola “Ogni cosa al suo posto”. Abbiamo iniziato ad arrangiare i pezzi in sala prove, ogni canzone ha una storia a sé. Quando alla fine ci siamo sentiti soddisfatti siamo corsi in studio di registrazione dove abbiamo affinato il suono. Alla fine abbiamo scelto undici canzoni che pensiamo siano le più rappresentative per l’album. Per il titolo abbiamo scelto il verso di una delle tracce. Con Musicraiser abbiamo fatto il salto di qualità riuscendo a raggiungere una platea più ampia e ad avvicinare nuovi fan.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Abbiamo 1380 “mi piace” su Facebook, possono bastare?

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono importanti ormai per tutto, soprattutto per la musica e quella emergente in particolare. Lo abbiamo scoperto anche grazie a Musicraiser che abbiamo ultimato con successo. Cerchiamo di stare vicino ai nostri fan postando foto, video, pensieri appena abbiamo contenuti da condividere. Abbiamo in programma un progetto molto originale per un gruppo musicale, vediamo se riusciamo a realizzarlo.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Ne abbiamo seguiti diversi, soprattutto nella nostra zona di riferimento. Ci sono tante belle idee nell’underground oggi ma forse c’è da rivalutare il concetto di “indipendente”. Soprattutto non dovremmo essere indipendenti fra di noi, mancano sinergie che possano far bene a tutti e far arrivare questa musica a più persone che possano apprezzarla. Anche una maggiore attenzione da parte dei locali e delle manifestazioni non guasterebbe.




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