Andy Mittoo: “Il reggae per me è completezza, libertà, ribellione e amore”

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Ciao Andy Mittoo, iniziamo dalla prima domanda: quando hai iniziato ad occuparti di musica e perché la scelta di questo nome d’arte?

Ciao a tutti! Il mio primo approccio alla musica è stato con il pianoforte all’età di 12 anni.
Tutto è iniziato grazie a mio padre che vedendomi interessato a guardare un pianista suonare intorno alle festività natalizie in una piazza di Genova, mi ha proposto di iniziare con qualche lezione, tenendomi all’oscuro del fatto che sarebbe stato proprio quel pianista il mio maestro.  E’ stata una simpatica sorpresa. Ho iniziato presto a suonare in qualche band locale e mi sono cimentato nel rock, nel blues e anche nel prog, e già in quel periodo scrivevo le mie prime canzoni. Poi arrivò il reggae che mi ha letteralmente folgorato. Il reggae per me è completezza, libertà, ribellione e amore. E’ un genere infatti che ti permette di creare anche delle fusioni con altri generi, ad esempio col rock, funky, r’n’b, e ci sta sempre bene.
La reggae band più importante per me, quella in cui sono cresciuto maggiormente nel genere, sono gli Skankin Time, ed è proprio con loro che ho avuto una svolta artistica.
Mentre ancora suonavo con questa band siamo venuti a sapere di un grosso evento che si sarebbe svolto proprio a Genova, la mia città. Questo evento era stato fissato per il 01/04/2006 e prevedeva l’esibizione del grande Alton Ellis su DjSet.  A quel punto ci siamo proposti come backing band e dopo un po di trattative ci siamo aggiudicati quel ruolo ed è andata benissimo, proprio come doveva andare. Non persi l’occasione di far sentire ad Alton e alla sua manager Trish l’unico mio brano reggae che avevo scritto fino a quel momento, “Fire inside”.
Il brano piacque molto da subito, ma ad Alton piacque molto anche il mio modo di suonare e di comporre al punto che iniziò a paragonarmi al grande Jackie Mittoo. Da li il nome Andy Mittoo.
Anche altri artisti per cui ho suonato iniziarono a chiamarmi Mittoo grazie ad Alton, che cmq mi spronò a scrivere altre canzoni.  Inoltre nello stesso periodo ero anche membro della nota ska band Mr T-Bone & the Young Lions.

È appena uscito il video di ‘Gimme A Smile’ in anteprima sul sito Reggaeville. Quanto è importante oggi per un musicista accompagnare i brani con il videoclip?

Accompagnare il proprio brano con un videoclip è ancora oggi molto importante in quanto permette di promuovere il brano e l’artista maggiormente. Il video va a completare la musica del brano andando proprio a rappresentare scenograficamente il tema del brano stesso.
E’ come se si avesse la possibilità di raccontare ed interpretare ciò che la canzone dice, ciò che tu vuoi dire alla gente.
Per esempio appunto…. il mio nuovo singolo “Gimme A Smile”… volevo raccontarlo con un video semplice, in una modalità diretta. Volevo arrivare senza troppi fronzoli alla gente per dirgli esplicitamente: “ridiamo! Scambiamoci un sorriso! Perchè ridiamo sempre meno. Dedichiamo sempre meno tempo a noi stessi e a stare bene l’un con l’altro…”
Il sistema assorbe le nostre energie e il nostro tempo ma non dobbiamo farci inghiottire da questo vortice.
L’idea del video è stata di comune accordo con la videomaker Erika Errante. Il brano è uscito su Reggaeville in Video Premiere e sta ottenendo ottimi risultati. Fare videoclip è comunque una cosa che mi piace e che mi diverte molto e da la possibilità di esprimersi ancor di più.

A fine marzo uscirà anche il tuo Ep ‘Reggaeneration‘. Come mai la scelta di questo titolo?

Il titolo è l’unione delle parole “Reggae” e “Generation” e può avere un doppio significato.
Venendo da un album rocksteady, con influenze vintage, dal titolo “On My Way”, ho deciso questa volta di farmi travolgere dalle sonorità moderne, appartenenti a questa generazione.
Il titolo ed anche l’EP stabilisce infatti il contatto diretto con ciò che è il reggae adesso e con il pubblico attuale.
E’ un modo per dire al pubblico che faccio parte consapevolmente di questa nuova generazione del reggae… un modo per essergli più vicino. Vuole essere un anello di congiunzione tra me e il pubblico.
Per questo il titolo REGGAENERATION mi è sembrato perfetto per esprimere in una parola questo concetto e desiderio.
L’altra chiave di lettura invece consiste in un altro gioco di parole che ambiscono al concetto di Re-Generation, alludendo a una rinascita o a una nuova partenza.
Non vedo l’ora di poterlo presentare dal vivo prossimamente ad Aprile durante il mini tour europeo con Mykal Rose e gli Eazy Skankers.

Ci saranno delle collaborazioni all’interno dell’Ep?

Si, ci sono molte collaborazioni con vari produttori.
I produttori con cui ho collaborato sono Andrea Bottaro (Eazy Skankers), Dj Spike e Prinzy. Anche io ho prodotto un brano.
E’ un progetto molto interessante in quanto ogni produttore ha dato vita alle proprie idee seguendo il proprio gusto personale, e ciò che ha dato un integrità all’EP è appunto la mia voce e l’interpretazione sulle differenti ritmiche che spaziano dal lovers rock, new roots e dub.

Sei appena tornato dalla Giamaica, la ‘culla’ della musica reggae. Com’è stata questa nuova esperienza? Cosa ti ha lasciato di positivo?

Mi sento molto carico e pieno di energia e idee. La Giamaica mi ha accolto molto bene.
Ho registrato due brani, che sono solo l’inizio di un album che porterò avanti in futuro sempre in Giamaica.
Ho anche fatto un concerto con una band giamaicana e i miei brani ed il mio stile sono piaciuti moltissimo.
Ho avuto anche la fortuna di poter esser stato sempre a stretto contatto con artisti già affermati della foundation e mi sono felicemente ritrovato più volte coinvolto nelle loro attività artistiche.
La cosa che mi ha colpito di più è stata proprio la gente. Sempre sorridente, cordiale e semplice nonostante le enormi difficoltà che purtroppo hanno.
E ritornando al mio brano “Gimme A Smile”…. devo proprio dire che il popolo giamaicano vive alla giornata ma ha una cosa che da noi è sempre più rara…. il sorriso!




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