WoW… trap della nuova generazione di rap italiano

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WoW – Flex In Studio (WoW Squad)

Sono in tre (J-$o$a, Hermano, Morph). Italiani, da Firenze. Trap la parola d’ordine. Ma suonano booty, electro, con beats e bassi subsonici che ti sfondano le costole come i “meglio coatti” di LA (ascolta “Portami da bere” per credere). Un brano dedicato a Fedez e Ferragni (la coppia più glam dell’Italietta di oggi), flow che scorrono sempre sempre intoppi, loop chef anno pensare a tratti a G style made in South Central. Rime perfette. Un bellissimo disco d’esordio che dimostra ancora una volta l’ottima salute del trap made in Italy e che si merita, ecchecazzo, un bel Uau…. J

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

La nostra musica si può definire con tre aggettivi: Fresh ,Hype, Flex.

 

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

La nostra ultima e anche prima fatica si intitola “Flex in Studio” e l’inizio di questo album è dovuto all’entrata del nostro Bro Hermano che invece di fare due percorsi differenti abbiamo deciso di unire le forze per creare il nostro sound. #WöWSound.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Se mi chiedessi quanta gente potrei portare ad un mio concerto?!? GODDAMN probabilmente risponderei che finchè non proviamo non lo sapremo mai, ma sicuramente troveremo una strategia pubblicitaria valida da poter riempire gli stadi. L’unione fa la forza e se c’è il massimo sforzo di ognuno di noi, aiutandoci, possiamo arrivare a fare grandi cose.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Usiamo molto i social, sia individualmente che sui profili di WöW, soprattutto su Instagram. Sono importanti perché danno la possibilità di fare una bella pubblicità e quindi di creare marketing, ma sono importanti soprattutto perché, attraverso i social, chi segue un’artista può essere consapevole della sua crescita e dei suoi cambiamenti.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Ultimamente ci siamo concentrati molto sull’album “Flex in Studio” per trovare un sound e un mood che siano unici e questo ha richiesto molto lavoro di conseguenza non abbiamo avuto tempo di andare a concerti di altri artisti.

 




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